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oria

Usura a commercianti
condanne per 10 anni

tribunale brindisi

Piero Argentiero
Due condanne e altrettante assoluzioni per un presunto giro di usura messo su da alcuni oritani, una delle quali titolare di un esercizio commerciale.
I condannati sono Cosimo Argentiero, 58 anni, nativo di Ceglie Messapica, residente a Oria sette anni e sei mesi di reclusione e settemila euro di multa, e Aldo Carone, 62 anni, di Oria: tre anni di carcere e 7.500 euro di multa. Assolti «perché il fatto non sussiste» Giuseppe Argentiero, 52 anni, di Oria, e Giovanni Argentiero, 32 anni, di Manduria. La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto da Domenico Cucchiara (giudici a latere Simone Orazio e Adriana Almiento). Parti civili solo quattro delle varie persone che, secondo l’accusa, avevano ricevuto soldi a tassi usurari da Cosimo Argentiero, mentre Carone si era prestato a «scontare» in banca le cambiali che Argentiero avrebbe ricevuto dagli usurati.
Disposta inoltre la confisca di beni per poco più di 94mila euro a Cosimo Argentiero e per poco meno di 26mila euro a Carone.
Il pubblico ministero Valeria Farina Valaori aveva chiesto la condanna di Cosimo Argentiero, ritenuta la continuazione per usura ed estorsione, senza attenuanti generiche e senza recidiva perché contestata erroneamente, a dieci anni di reclusione e diecimila euro di multa, e assoluzione per altri capi di imputazione; di Giovanni Argentiero, per usura ed esorsione, con la concessione delle generiche, a sette anni di reclusione, e assoluzione per altro; di Giuseppe Argentiero, per usura ed estorsione, con continuazione, senza generiche e con recidiva, a nove anni di carcere e novemila euro di multa, e di Aldo Carone, per avere portato allo sconto cambiali date in pagamenti dalle vittime dell’usura agli Argentiero, con generiche equivalenti alle aggravanti, a tre anni di reclusione e tremila euro di multa.
I fatti sono datati. Sono finiti prescritti episodi sino al 2000. Lo strozzinaggio inizia quando era ancora in vigore la lira e secondo il capo di imputazione gli interessi erano di 50mila lire per ogni milione dato in prestito. Con l’arrivo dell’euro anche gli usurai si adeguano e si passa agli interessi di 100 euro per ogni mille euro mensili. Questo, ovviamente, secondo i risultati dell’inchiesta svolta dalla Guardia di finanza che ha fatto finire sotto processo i quattro oritani (un quinto imputato, anche lui di Oria, chiede il patteggiamento in sede di udienza preliminare).
I tre Argentiero - ha sostenuto l’accusa - avrebbero prestato soldi a tassi usurari a vari imprenditori e artigiani oritani. Carone avrebbe dato loro sostegno effettuando il cosiddetto sconto dei titoli emessi dalle persone indebitate con gli Argentiero (con i quali è imparentato). Usura che inizia negli anni Novanta e si protrae sino al 2009. Soldi che nel volgere di poco tempo si moltiplicavano sino ad arrivare a cifre da capogiro. Il business si conclude nel 2009 quando la Guardia di finanza chiude il cerchio attorno ai presunti responsabili. Nel 2012 i quattro attuali imputati vengono mandati a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Licci, mentre una quinta persona, come si diceva, patteggia la pena.

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