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In Puglia e Basilicata

Il caso

Studentessa di Specchia scomparsa, l'intercettazione: «L'hanno tritata». La sorella di Sonia: «Ora si cerca la verità»

Salentina sparì nel 2006 a Perugia: appello conferma assoluzione amico accusato di omicidio

Le dichiarazioni negli atti del processo chiuso sul caso di Sonia Marra. Già valutata da pm

15 Maggio 2022

Linda Cappello

CRONACA DI LECCE - «A quella ragazza sai che hanno fatto? A quella l’hanno tritata…quella non la troveranno mai. L’hanno buttata nell’immondizia». L’intercettazione captata dai carabinieri di Todi nell’ambito di un’inchiesta per droga fra un parroco ed un seminarista getta nuove ombre sulla fine di Sonia Marra, la studentessa 25enne originaria di Specchia (Lecce) scomparsa a Perugia il 16 novembre del 2006.

La conversazione risale al 2011 ma non è escluso che adesso potrebbe essere utilizzata dai familiari per chiedere la riapertura delle indagini. A renderla nota il libro di Alvaro Fiorucci dal titolo «L’uomo nero. La scomparsa di Sonia Marra», che verrà presentato sabato 21 maggio nel castello di Specchia. I due interlocutori sono stati poi convocati dagli investigatori per rendere conto delle loro parole, ma secondo quanto emerso sembra che non abbiano fornito alcun elemento utile ai fini delle indagini: il seminarista, nello specifico, ha ritrattato ogni cosa.  «Quando l’ho letta per la prima volta sono rimasta scioccata – dice alla Gazzetta Anna Marra, sorella della ragazza – fa sempre un certo effetto sentire due uomini di chiesa che parlano in questo modo. Mia sorella era una ragazza tranquilla, abitudinaria, senza grilli per la testa. Su di lei sono state dette tante falsità. Ad ogni modo la fede mi ha sempre accompagnato, specialmente nel periodo immediatamente successivo alla scomparsa di Sonia. Dio è una cosa, gli uomini un’altra. Per quanto riguarda questa vicenda, penso che se due persone parlano così le alternative sono due: o hanno qualche problema oppure c’è un chiacchiericcio nel loro ambiente su qualcosa che noi evidentemente non sappiamo».

I due interlocutori parlano poi di un non precisato giro di sesso, droga e soldi, e che Sonia sarebbe stata annientata poiché «c’erano di mezzo anche i preti».

La famiglia, con il supporto dell’avvocato perugino Alessandro Vesi, sta raccogliendo tutto il materiale probatorio raccolto in questi anni, con l’obiettivo di ottenere la riapertura del caso. Della vicenda si sta occupando anche il team della criminologa Roberta Bruzzone.

L’unico indagato nell’inchiesta sulla scomparsa della studentessa di Specchia è stato Umberto Bindella, l’ex forestale di Marsciano accusato di omicidio e occultamento di cadavere: è stato assolto in via definitiva dalla Corte di Cassazione dopo 15 anni di indagini. Quando scomparve, Sonia Marra studiava per diventare tecnico di laboratorio biomedico. A Perugia viveva da sola in un appartamento a ridosso del centro. A dare l’allarme furono i familiari. Gli investigatori risalirono a Bindella (arrestato e poi rimesso in libertà dopo pochi giorni) esaminando i tabulati telefonici della giovane. Dagli accertamenti emerse poi che entrambi frequentavano gli stessi ambienti. L’accusa ha inoltre ipotizzato che tra i due ci fosse stato un legame sentimentale che però l’indagato ha negato parlando di «semplice amicizia».

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