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TRA SPORT E ANIMALI

Brindisi, il campione di basket Visconti che si prende cura dei gattini

Brindisi, il campione di basket Visconti che si cura dei gattini

Il giocatore di basket Visconti con i suoi amati gatti

Il giocatore che attende di sapere il futuro dell'Happy Casa: «Qui ho imparato ad amare i felini»

13 Maggio 2022

Pierluigi Potì

BRINDISI - Il basket resta senz’altro il primo amore, oltre che il suo lavoro. Ma per Riccardo Visconti l’esperienza (ancora da capire se conclusa o meno) vissuta a Brindisi con la maglia dell’Happy Casa nel massimo campionato cestistico nazionale è coincisa con la scoperta... di una seconda smisurata passione, quella per i gatti.

La 24enne guardia (che nelle ultime due stagioni ha indossato la casacca biancoblu, ma ha il contratto in scadenza) ha infatti alloggiato durante la sua permanenza a Brindisi a stretto contatto con una delle tante colonie feline che abitano i grossi complessi condominiali cittadini, in particolare quello ubicato in via Appia. E, giorno dopo giorno, ha imparato ad amare questi animali, a tal punto non solo da adottarne due assieme alla sua compagna Arianna Zani, ma anche addirittura da aprire le porte di casa ad una mamma gatta e alla sua cucciolata appena «sfornata» per tutto il difficile periodo immediatamente successivo al parto, con l’impegno a trovare per i gattini una futura sistemazione. «Il primo micio che abbiamo preso con noi - racconta - è stato un anno e mezzo fa quando lo trovammo per strada. Il secondo qualche mese dopo e fa parte di una cucciolata nata all’interno del magazzino del palazzetto dove la mamma s’era rifugiata, senza dare nell’occhio, per partorire i cuccioli. Un grosso contributo a far nascere in me e Arianna l’amore per i felini lo ha offerto il modo, la cura e l’attenzione con cui le colonie vengono seguite dai volontari e da famiglie e privati che vivono nello stesso condominio.

Un’organizzazione perfetta che non lesina tempo e impegno, anche sotto l’aspetto economico, atteso che lettiera, cibo e cure sanitarie sono tutte a spese di questa gente che si impegna anche per l’adozione: so di gatti portati con staffette anche al nord Italia e all’estero. Quest’aspetto, peraltro - aggiunge Visconti - mi ha lasciato un po’ perplesso, perché ad occuparsene sembrano solo i privati, anche perdendoci soldi e questo non dovrebbe accadere». L’esperienza a Brindisi potrebbe ora concludersi, «ma questa città, in caso di trasferimento altrove, mi rimarrà comunque nel cuore. Qui mi sono trovato da dio e l’Happy Casa ha rappresentato per me un punto di crescita davvero importante. Sono arrivato che ero molto giovane e ho acquisito esperienza, diventando un giocatore di serie A, anche se avrei potuto fare di più. Il primo anno è stato da incorniciare, il secondo un po’ meno: spero di restare a Brindisi, ma non dipende solo da me».

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