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Torre Guaceto, salvata tartaruga con un amo in bocca

Torre Guaceto, salvata tartaruga con un amo in bocca

foto Facebook Torre Guaceto

L'appello degli operatori ai pescatori: «Avvertite in caso di pesca accidentale»

12 Maggio 2022

Redazione online

BRINDISI - Gli operatori del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto hanno salvato una tartaruga marina al largo della spiaggia delle conchiglie che aveva ingoiato un amo da pesca e aveva ancora la lenza che le usciva dalla bocca. La Caretta caretta è stata avvista in mare da operatori dell’area protetta, soccorsa e portata a terra. E’ stata trasferita in prognosi riservata nel centro recupero tartarughe marine dell’area protetta. Se la tartaruga non riuscirà ad espellere l’amo autonomamente, sarà trasferita nel Dipartimento veterinario dell’Università di Bari ed affidata alle cure del professore Antonio Di Bello. Nel frattempo, a Torre Guaceto riceverà tutte le attenzioni delle quali ha bisogno e l’equipe del Consorzio l’ha ribattezzata con il nome Gilda. E’ probabile, spiegano gli operatori, che la tartaruga sia rimasta impigliata all’amo nel tentativo di nutrirsi del pesce catturato con il palangaro, strumento di pesca costituito da una lunga lenza di grosso diametro con inseriti, ad intervalli regolari, spezzoni di lenza più sottile portanti ognuno un amo, e che, notata la cattura accidentale, il pescatore coinvolto abbia tagliato la lenza lasciandola andare. "Preghiamo chiunque - ha dichiarato Alessandro Ciccolella, biologo marino e direttore della riserva - pescatori in primis, avvisti una tartaruga in sofferenza o ne catturi una accidentalmente, di chiamarci subito, solo cooperando, possiamo salvare questi animali».

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