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In Puglia e Basilicata

Ostuni

Villanova, un altro weekend flop: il porticciolo è ko

Villanova, ristoratorinon pagava la bolletta Enel

I lavori di rimozione delle alghe putride e maleodoranti non sono stati ultimati

01 Maggio 2022

Flavio Cellie

OSTUNI - Ultimo ponte festivo di aprile amaro per i commerciati di Villanova di Ostuni. I diversi ritardi accumulati negli ultimi giorni, non hanno dato la possibilità alla ditta appaltatrice di risolvere il problema delle alghe spiaggiate nel porticciolo della frazione costiera ostunese.

Malgrado gli appelli ed i solleciti ad accelerare i lavori che stanno interessando da diverse settimane lo specchio d’acqua su cui affaccia la passeggiata della frazione marina, gitanti e commercianti dovranno pagare ancora una volta in prima persona, rinunciando a recarsi nel borgo o, nel caso dei titolari di bar e ristoranti, ad aprire le proprie attività, rimaste chiuse già a Pasqua e nel fine settimana del 25 aprile per l’insopportabile fetore proveniente dalle alghe putride.

Avvio di stagione difficile, dunque, per i tanti commercianti del borgo. Alcuni di loro hanno avviato comunque le loro attività a Villanova, malgrado la situazione. Ma altri, per lo più quelli che hanno i locali più vicini al porto, resteranno chiusi anche oggi perché nei pressi della banchina sono ancora parcheggiati i pesanti mezzi impegnati nelle operazioni di ripulitura e, soprattutto, perché l’odore emanato dallo spostamento della massa di posidonia stagnante rende l’aria ancora irrespirabile.

Anche le aziende nautiche dovranno estendere al weekend in corso lo stop forzato: le imbarcazioni di solito noleggiabili per le gite resteranno bloccate nei cantieri in attesa che la situazione possa migliorare.

Intanto, in merito al progetto di riqualificazione dello scalo nautico ostunese, il Tar di Lecce ha bocciato il ricorso presentato da Rocco Cavallo, l’imprenditore di origine cegliese componente dell’associazione temporanea di imprese (C.R. Costruzioni srl e Fraver srl) che si era appellato al Tribunale amministrativo regionale contro il diniego della Regione nel proseguire la valutazione del suo progetto di riqualificazione dell’area portuale, unica proposta rimasta in gara in un bando avviato nel 2009. Tuttavia, l’istanza cautelare presentata dai suoi legali non è stata accolta dai giudici amministrativi. Dal provvedimento emesso dalla prima sezione di Lecce emerge, così come già si evinceva dai verbali della conferenza dei servizi della Regione, una capacità finanziaria dell’investitore non ritenuta al momento adeguata a continuare il procedimento. In ballo era la possibilità di concedere la gestione pluriennale dello specchio d’acqua di Villanova con una serie di servizi. Procedimento che la Regione aveva ritenuto di chiudere tra il gennaio ed il febbraio del 2022 in seguito ad una presunta mancanza di requisiti finanziari manifestati nel corso dei lunghi mesi d’interlocuzione tra gli enti. Da qui l’istanza al Tar dei privati, che adesso dovranno valutare se ricorrere al Consiglio di Stato contro il provvedimento del Tar di Lecce.

Una lunga lotta che ormai va avanti da tredici anni, attorno ad un progetto che la Regione Puglia ed il Comune di Ostuni hanno da ormai da tempo definitivamente bocciato. Resta però l’incertezza sul destino della riqualificazione del porticciolo turistico di Villanova, aggrappato esclusivamente ai finanziamenti del Cis che saranno messi in atto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). La commissione prefettizia ha di fatto candidato la borgata marina ad un finanziamento 7.500.000 euro, con l’obiettivo generale quello di riqualificare e valorizzare il porto turistico di Villanova quale importante nodo del sistema regionale di portualità turistica, dotandolo di tutte le condizioni infrastrutturali e di servizio necessarie al pieno sviluppo delle sue potenzialità.

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