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Covid, allarme focolaio in Rsa Brindisi, Lega e Fdi: «Regione Puglia prenda provvedimenti»

Covid, allarme focolaio in Rsa Brindisi, Lega e Fdi: «Regione Puglia prenda provvedimenti»

«Come mai a Brindisi i contagi crescono dopo 45 giorni di quarantena?»

14 Aprile 2020

Redazione online

BRINDISI - La Lega Puglia chiede al governatore Michele Emiliano che «vengano prese al più presto le dovute misure di contenimento dei contagi e sorveglianza dei casi in quarantena a Brindisi, dove il focolaio esploso nella casa di cura «Il Focolare» desta molta preoccupazione, visto che sono risultati positivi al Covid19 il 75% dei pazienti e 43 operatori per in totale di 102 ammalati». Lo dichiarano il segretario regionale della Lega, Luigi D’Eramo, e i parlamentari Roberto Marti, Anna Rita Tateo e Rossano Sasso.

«Tale vicenda - dicono - a seguito della già allarmante situazione dell’ospedale Perrino di Brindisi impone una verifica immediata sulla gestione dell’emergenza sanitaria in provincia di Brindisi, soprattutto in un momento in cui - al contrario di quanto accade - si dovrebbe registrare un consistente contenimento e decremento dei contagi. Come mai a Brindisi i contagi crescono dopo 45 giorni di quarantena?»

LA NOTA DI FRATELLI D'ITALIA - «Ancora oggi, come se non bastassero le tragedie vissute in molte Rsa della Puglia, assistiamo a procedure burocratiche insopportabili e dannose, che paradossalmente sembrano fatte volutamente": lo denuncia il capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo. «Infatti - sostiene - invece che eseguire sistematicamente i tamponi, la procedura messa in atto incarica i gestori delle Rsa di segnalare al Dipartimento di prevenzione casi sospetti che, nel frattempo, vengono isolati in struttura nel caso di ospiti (non aventi necessità di ricovero) o a casa nel caso di operatori socio-assistenziali. Ovviamente, in questo contesto, rimane il problema dei contatti con tutte le ansie che la situazione genera. A questo punto il Dipartimento di prevenzione deve recepire la richiesta, chiedere di conoscere il numero complessivo di ospiti e operatori, chiedere alla Rsa di contattare un numero di telefono di ufficio più vicino per il ritiro dei tamponi. Insomma, un girone dell’inferno, dal quale è quasi impossibile uscire e nel frattempo la struttura è diventata un focolaio».

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