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Coronavirus, fino a 5 giorni per risultati tampone: medici Brindisi scrivono a Emiliano

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Denunciano anche la mancanza di aree e percorsi distinti per pazienti per cui vi sia il sospetto che abbiano contratto il coronavirus

25 Marzo 2020

Redazione online

«Per il referto dei tamponi Covid-19 si aspetta fino a 4 o 5 giorni e questo espone pazienti, operatori sanitari e la comunità ad altissimi rischi e a gravi problemi organizzativo - assistenziali». E’ quanto scrivono in una nota indirizzata al presidente della Regione Michele Emiliano, ai vertici regionali del dipartimento Salute, al procuratore della Repubblica, al prefetto e al direttore generale della Asl i medici di Brindisi che denunciano anche la mancanza di aree e percorsi distinti per pazienti per cui vi sia il sospetto che abbiano contratto il coronavirus o su cui sia stata accertata l’infezione.


A firmare la lettera sono tutte le organizzazioni sindacali della dirigenza medica ospedaliera e dei medici di medicina generale della provincia di Brindisi e l’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Brindisi. Viene inoltre segnalata la inadeguata fornitura qualitativa e quantitativa di dispositivi di protezione (mascherine e simili), l’inosservanza dei protocolli che prevedono l’isolamento immediato dei contatti stretti di ogni caso accertato. Secondo quanto viene riportato non vi sarebbe puntuale comunicazione da parte del Dipartimento di prevenzione dei casi sospetti e in quarantena alle strutture ospedaliere. I medici si scontrerebbero tra l’altro con l'impossibilità di dimettere o trasferire i pazienti guariti clinicamente ma non ancora negativizzati, sì da poter poi accogliere altri pazienti. Vengono inoltre annunciate, in mancanza di risposte risolutive, ulteriori iniziative a tutela della popolazione e degli operatori sanitari.

EMILIANO CHIEDE A GOVERNO MASCHERINE E REAGENTI - «Ho chiesto al governo di avere con urgenza forniture di Dpi, dispositivi di protezione per medici, infermieri e operatori socio sanitari e anche di reagenti per aumentare la nostra capacità di analizzare i tamponi in laboratorio, perché hanno centralizzato tutti questi acquisti». Lo scrive sulla sua pagina Facebook il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano. «Ora anche qui in Puglia abbiamo bisogno della nostra parte e ho dovuto dirglielo con fermezza», aggiunge Emiliano. In Puglia ieri sono arrivate 200mila mascherine, frutto di due doni arrivati dalla Cina ma dalla protezione civile i rifornimenti vanno a singhiozzo. La Puglia ha chiesto anche 220 ventilatori e monitor ma ne ha ricevuti solamente nove.

«Devo confessare che sto facendo il 'contrabbandiere' sia per le mascherine che per i ventilatori. Mi stanno aiutando i governatori di alcuni stati cinesi con cui avevo rapporti istituzionali da tempo. Con questi canali in autonomia abbiamo fatto ordini per 38 milioni di euro di ventilatori e mascherine sperando che riescano ad arrivare». Lo scrive il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sul proprio profilo Facebook.
«Stiamo facendo tutto il possibile per fronteggiare l'emergenza - spiega - la nostra sanità è schierata al completo contro il coronavirus: in Puglia abbiamo riconvertito e riorganizzato le strutture ospedaliere e il 118, a tempo di record. Abbiamo assunto nuovo personale sanitario. Ma questo sforzo da solo non basta. Abbiamo bisogno di tutelare i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari che ogni giorno operano per tutelare la nostra salute. Per tutti loro ho di nuovo chiesto i DPI, i dispositivi di protezione che spettano alla Regione Puglia e che ancora non abbiamo ricevuto. Perché come sapete la fornitura di questi dispositivi è stata centralizzata a Roma, a livello nazionale. Oggi pomeriggio ci sarà una riunione con Governo e gli altri Presidenti di Regione dove tornerò a fare questa richiesta con la massima determinazione possibile».

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