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In Puglia e Basilicata

Truffa

Fasano, «Vuoi la pensione quota 100? Dammi mille euro». Denunciato titolare patronato

Matera, per «quota 100» nessun boom di domande

La giustificazione: Qui soldi servivano per colmare il vuoto contributivo mancante

03 Dicembre 2019

Mimmo Mongelli

FASANO - Mille euro: questa la somma di denaro che il titolare di un patronato, che ha la sua sede in pieno centro della città, si è fatto consegnare da due persone che aspiravano ad ottenere la pensione con «Quota 100». Quei soldi – ha detto il 49enne fasanese alle persone che si erano rivolte al suo patronato con la speranza di riuscire ad andare in pensione grazie alle norme introdotte dalla normativa Quota 100 – dovevano servire per colmare il vuoto contributivo che impediva loro di accedere al trattamento pensionistico. Soldi consegnati sulla fiducia? Tutt’altro. Una volta incassato il denaro, il sindacalista ha ogni volta puntualmente provveduto a consegnare agli utenti «regolare» F24, il modello che si usa per i versamenti all’Inps e all’Erario. Ma quegli F24 – questo lo hanno scoperto i finanzieri – erano falsi, anche se di ottima fattura e, pertanto, in grado di trarre in inganno anche un esperto.

La Procura della Repubblica di Brindisi ha aperto un’inchiesta. Nei giorni scorsi, i finanzieri della compagnia di Fasano hanno effettuato un «accesso» nella sede del patronato e, col mandato del magistrato inquirente alla mano, hanno proceduto alla perquisizione degli uffici. Stando a quello che è stato possibile sapere – l’indagine è alle battute iniziali e, di conseguenza, è avvolta nel riserbo più assoluto –, perquisendo la sede del patronato gli investigatori delle Fiamme gialle avrebbero trovato tutto quello che serviva al titolare dell’ufficio per produrre gli F24 falsi.

Al momento le presunte truffe, messe a segno con questo schema, di cui inquirenti e investigatori sono venuti a conoscenza sono due.

Sin qui la cronaca. Anche se, per comprensibili ragioni, gli investigatori non lo dicono il sospetto che le vittime del sindacalista infedele possano essere davvero tante è inevitabile.

A voler prestare orecchio alle voci di paese sarebbero decine. Se davvero così fosse, l’auspicio delle forze dell’ordine è che chi ha dato soldi al sindacalista per istruire e portare avanti pratiche previdenziali che non hanno mai visto la conclusione si rechi alla caserma delle Fiamme gialle o in Procura a denunciare la truffa. Solo così si potrà delineare l’ammontare complessivo dei raggiri messi in atto dal sindacalista che - millantando la possibilità di colmare i vuoti contributi che impediscono a tanti cittadini di accedere alla pensione sfruttando le finestre che si sono aperte con il meccanismo di Quota 100 - si faceva consegnare 1000 euro. Soldi che – è emerso dall’indagine della Procura della Repubblica di Brindisi e della Guardia di Finanza – finivano nelle tasche del titolare del patronato che, peraltro, è una persona che non è assolutamente nuova a truffe e raggiri in danno di persone bisognose.
[m. mong.]

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