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San Pancrazio Salentino

Settimana corta a scuola, la polemica nel Brindisino. La replica della preside Taurino

L'istituto ospita circa mille alunni. La preside: «Sono solo proclami contro la scuola»

Brindisi, settimana corta al Comprensivo? È polemica

SAN PANCRAZIO SALENTINO – Cinque giorni o sei a scuola: si ipotizza la settimana corta anche al Comprensivo di San Pancrazio. Malcontento tra i genitori che si domandano se davvero questa formula sia pensata in funzione del benessere psicofisico degli alunni. “Gli svantaggi invece sono innumerevoli”.

Inizia così l’intervento sulla Gazzetta di un gruppo di genitori che evidenzia le criticità della proposta. Per tagliare un giorno, infatti, numerose ricadute negative. “La sesta ora è sfiancante perché la concentrazione è nulla e proporre di fare attività leggere tra cui visioni di film, letture, significa perdere un’ora di didattica. È disumano immaginare bambini di 6 o 7 anni, fino alle 14:00 tra i banchi di scuola”.

“Ancor più deleterio è per i ragazzi con maggiori difficoltà (BES) per i quali la settimana corta e il suo ritmo serrato rappresenterebbero un autentico ostacolo e di conseguenza un problema generale al loro apprendimento. Atteggiamento, questo, nettamente contrario ed opposto alle dinamiche didattiche necessarie per questi alunni con gravi difficoltà di apprendimento”. Insomma, dopo che i ragazzi si sono espressi sulla proposta attraverso un questionario, da domani e sino a giovedì stessa sorte toccherà ai genitori, chiamati a giudicare l’adeguatezza o meno della settimana corta. “In due incontri nel mese scorso – precisano i genitori – l’Istituto ha illustrato esclusivamente i vantaggi, suscitando insoddisfazione tra i genitori per la mancata analisi degli svantaggi. Le motivazioni poste a favore della settimana corta, tra cui uniformità con le altre scuole viciniore, vantaggi dell’aumento del tempo libero per i ragazzi, maggiore partecipazione dei ragazzi alla vita di famiglia, utilità per la salute di due giorni liberi consecutivi, non reggono”.

LA REPLICA DELLA PRESIDE - La dirigente scolastica Carmen Taurino, interpellata sulla questione fa sapere che “per molti genitori, la questione sembra essere diventata una sfida di carattere personale all’Istituzione Scuola. Il cambiamento in direzione della settimana corta è partito già l’anno scorso, durante la reggenza della dirigente scolastica Carlino, quando il Collegio dei docenti ne ha deliberato l’adozione. Mi sono mossa in direzione della revoca delle delibere per venire incontro a quelle famiglie che lamentavano problemi sulle procedure di consultazione attuate in precedenza. Da lì la Scuola ha avviato un
processo partecipato e democratico, confidando nella collaborazione delle famiglie, che invece non hanno capito né apprezzato".

La dirigente parla di procedure 'poco trasparenti' lo scorso anno, ma visto che quest'anno è stato tutto svolto in maniera corretta, il vero 'problema' è uscito fuori: la resistenza al cambiamento, l'opposizione a prescindere. "Di qui è derivata una campagna inqualificabile - continua - da parte di un gruppo di genitori, sui social, per le strade, nei mercati, una propaganda a tappeto condotta con ogni mezzo in modo pervasivo e incessante e non sempre corretto. La scuola, invece, ha operato con correttezza, nelle forme istituzionali, come è giusto che sia, e ora darà voce ai genitori in maniera istituzionale e democratica. In provincia di Brindisi l’IC di San Pancrazio è probabilmente l’unica scuola che ancora poggia su un sistema settimanale su sei giorni. Tutti i Comprensivi funzionano su cinque giorni alla settimana, e il contesto socio economico in cui si collocano è certamente molto simile a quello del nostro IC".

"Il vero problema, a San Pancrazio - conclude - è la mancanza di fiducia nelle istituzioni, di ogni tipo, e l’atteggiamento diffidente e oppositivo a prescindere. La Scuola non può volere se non la migliore offerta formativa possibile per i propri alunni. E studi consolidati di teorie pedagogiche hanno confermato il valore indiscusso della ‘settimana corta’. Per questo il Collegio dei docenti è compatto e pronto nel sostenere la settimana corta. Basterebbe che le famiglie si sforzassero di mettersi in atteggiamento più propositivo, di ascolto e di fiducia verso le istituzioni. Basterebbe ascoltare anche i bisogni dei propri figli che, ad esempio, la Scuola ha voluto raccogliere dando loro la parola con un monitoraggio dedicato. Cosa hanno detto i ragazzi della Scuola media in merito alla Settimana corta? Più della metà di loro vuole stare a casa il sabato, perché la vita dei giovani di oggi non è quella che vivevamo noi alla loro età: troppo gli interessi, troppi gli hobby, al punto che i ragazzi arrivano già stanchi al venerdì".

LA PAROLA AI GENITORI - Sconcerto e delusione tra i genitori, invece, che notano “una scuola che non solo non ha in nessun conto il contesto territoriale, storico, culturale e climatico che è innegabilmente diverso da quello dei Paesi europei che da sempre hanno un’organizzazione scolastica propria elaborata in base alle loro realtà ma che anche dimentica l’obiettivo primo cui è votata: il processo formativo e il benessere dell’alunno, sacrificato così per ovvie ragioni di risparmio economico. In varie regioni italiane – concludono i genitori – sono stati presentati diversi ricorsi al TAR, che hanno visto vincere chi si opponeva alla settimana corta”.

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