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Da Terlizzi al Canada

Ecco il fico-fiorone candidato
a «dop» come il prosciutto

Il fruttoTauro verso il riconoscimento. E nel frattempo crescono le esportazioni

Ecco il fico-fiorone candidatoa «dop» come il prosciutto

TERLIZZI - Il fiorone «Domenico Tauro» di Terlizzi, come il prosciutto di Parma, l'aceto balsamico di Modena, l'aglio di Voghera o l’arancia del Gargano. Insomma, un fiorone Dop, di origine protetta.
Nella città dei fiori ci credono per davvero, politica e produttori si stanno muovendo nella stessa direzione. Ci crede l’amministrazione comunale che ha stanziato 10mila euro per valorizzare la coltivazione locale del fico-fiorone. Ci crede il Gruppo di azione locale (Gal) «Fior d'Olivi» che sta lavorando al riconoscimento del certificato Dop. E ci credono i produttori locali che con la cooperativa «Agricoltura Progresso» fanno registrare quest’anno un giro d’affari doppio rispetto agli altri anni. La coop, che raccoglie e commercializza anche altri prodotti come ciliegie e olive, ha chiuso il bilancio con 2 milioni di euro di fatturato.
Va da sé che la scommessa commerciale appartiene anche agli operatori del mercato ortofrutticolo all’ingrosso che, nonostante la deperibilità del prodotto, riescono a fare arrivare questo gustoso frutto in tutta Europa e persino in Nord America, in Canada.
«Il fico-fiorone detto anche “Nero di Terlizzi”, frutto della combinazione unica di fattori umani ed ambientali caratteristici del nostro territorio - assicura il sindaco Ninni Gemmato -, ha tutte le carte in regola per divenire prodotto Dop, dal momento che le sue peculiari caratteristiche qualitative sono strettamente interdipendenti dalla zona geografica in cui tutto il processo produttivo avviene».
Per l’assessore alle attività produttive, Raffaele Cataldi, «l’ottenimento della certificazione sarebbe un giusto riconoscimento per i nostri produttori, ma avrebbe anche i suoi positivi risvolti economici». La Denominazione di origine protetta, infatti, potrebbe offrire una vetrina di tutto rispetto, dal momento che ha una valenza europea, oltre a essere un marchio di tutela giuridica che riconosce la tipicità locale di un prodotto. In altre parole, assicurerebbe ai coltivatori terlizzesi maggiore visibilità sui mercati nazionali ed esteri e quindi una maggiore competitività sul mercato.
Potere del fiorone nero di Terlizzi, selezionato per la prima volta alla fine del ‘700 dal sindaco Domenico Tauro, da cui prende il nome, poi trasformato nel diminutivo dialettale «Manghə Təurə». Attorno a questa specialità tipicamente locale potrebbero innestarsi altre idee imprenditoriali interessanti, come quella di un gelatiere terlizzese che ha inventato il gelato al fiorone. E anche i ristoratori locali hanno sperimentato menù a tema con piatti basati interamente sul fico-fiorone.
Mentre inizia la raccolta, i produttori della cooperativa «Agricoltura Progresso» proporranno quest’anno un Open Day per conoscere da vicino questo frutto. Non solo una sagra, quella in programma sabato 25 e domenica 26 giugno, ma anche un’occasione per conoscere le potenzialità, i costi e l’alto tasso di produttività del frutto, alla luce anche dei cambiamenti climatici in corso.

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