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Calvino e Rodari: l'arte della fantasia in una lezione del prof. Giuseppe Lagrasta

«Così i giovani viaggiano alla scoperta della loro interiorità»

Calvino e Rodari: l'arte della fantasia in una lezione del prof. Giuseppe Lagrasta

«Da tempo mi occupo delle strategie didattiche innovative riguardanti l’energia positiva sottesa all’educazione alla creatività e allo sviluppo dell’immaginazione creativa». Lo sottolinea il prof. Giuseppe Lagrasta, che domani terrà la lectio magistralis su Rodari e Calvino.

Prof. Lagrasta, quali potrebbero essere alcuni aspetti fondativi di una didattica innovativa?
Il primo riguarda l’educazione umana e la scoperta dell’interiorità da parte delle giovani generazioni. Il secondo attiene alla disseminazione di buone pratiche educative tra i giovani per educare alla riflessione nel prendere decisioni, nel saper scegliere, nel trovare dentro di sé la motivazione per impegnarsi. E siamo all’ultimo, ma non per questo il meno decisivo, e riguarda l’esercizio dell’autonomia che si sviluppa tra azioni insite al decidere, allo scegliere, all’impegnarsi, con la predisposizione, da parte dei formatori, di un terreno fertile per poter realizzare l’educazione e la formazione continua per tutto l’arco della vita.

Cosa intende per educazione umana e scoperta dell’interiorità?
Educazione umana vuol dire creare azioni di formazione integrata e interdisciplinare riducendo l’impatto problematico che si instaura con le realtà digitali. Nelle potenzialità espresse dai saperi disciplinari e nell’attraversamento di questi tra le diverse aree disciplinari si gioca la partita dell’educazione digitale e del fare crescere i giovani in modo equilibrato nell’epoca digitale versione intelligenza artificiale.

Parliamo di umanizzazione nella società digitale. Cosa può dirci in proposito?
I giovani non vanno lasciati soli. In questa epoca di difficoltà nel possedere uno sguardo completo della realtà occorre operare in direzione di una più completa autonomia. Non abbiamo solo bisogno di insegnare e far apprendere conoscenze tecnologiche ma necessitiamo anche di approfondire saperi che umanizzano l’uomo di fronte al mondo della robotica senza demonizzare né la robotica né l’intelligenza artificiale. I giovani vanno orientati in un mondo complesso in cui la realtà digitale e l’educazione e la formazione all’identità digitale indicano la possibilità di acquisire strumenti adeguati per non andare in dissonanza emotiva e cognitiva di fronte a livelli alti di complessità sistemica. Un cittadino consapevole e responsabile deve acquisire l’identità digitale attraverso la formazione alla coerenza, alla conoscenza e alla trasferibilità di buone pratiche traducibili e trasferibili in altri contesti umani di lavoro, di studio e di ricerca.

Così l’epoca digitale necessità di conoscenze aggiornate e di competenze trasferibili?
Sì, è la formazione digitale a trecentosessanta gradi che richiede l’educare all’umanizzazione e all’interiorità per saper decidere, scegliere e impegnarsi e soprattutto, conoscersi per orientarsi. La società liquido – digitale è una società in cui i saperi, in accelerazione e arricchimento continuo richiedono capacità di problem solving.

E allora, Italo Calvino e Gianni Rodari che ci fanno qui?
Gli scrittori citati sono stati autorevoli nel porre sul tavolo dell’agenda pedagogica , attraverso le loro opere, l’umanizzazione riflessiva, il pensiero critico, la creatività, l’immaginazione e il problem solving. Calvino e Rodari hanno posto prima le fondamenta della letteratura fantastica e poi, hanno sviluppato gli elementi costitutivi della scienza della fantasia. Calvino con le “Lezioni Americane”, Rodari con la “Grammatica della fantasia.”

Qual è stato il percorso dei due autori?
In breve indicherò, per chi volesse approfondire la narrazione combinatoria di Italo Calvino di leggere “Le città invisibili” e “Il Castello dei destini incrociati”; lo scrittore ligure partendo da una città invisibile ne inventa tante…tutte città creative e mentali, mentre nel “Castello dei destini incrociati”, muove dalle carte dei tarocchi e dall’intreccio delle carte estratte a sorte che consentono di ricostruire le vite degli ospiti del castello. La narrazione fantastica di Rodari, invece, rappresenta, seguendo la grammatica della fantasia, un autentico viaggio nei mondi possibili abitati dalla creatività per acquisire strumenti creativi. L’autore di Omegna attraverso le più svariate tecniche creative e inventive offre competenze per chi crede nell’opportunità formativa di educare all’immaginazione e alla creatività e allo sviluppo delle intelligenze plurali attraverso una stretta connessione interdisciplinare. Interrogarsi per leggere la realtà complessa tra scienze della fantasia e scienze della formazione plurale favorisce l’imparare ad imparare e l’imparare ad apprendere.

Cosa afferma Calvino a proposito della fantasia?
Lo sviluppo della fantasia e la crescita della creatività consentono – dal punto di vista calviniano - di avviare un viaggio di scoperta e di ricerca per intercettare sorprese e scoprire così il piacere di ascoltare, di scrivere e inventare, di disegnare e di suonare, ma anche di avviare al piacere di narrare e inventare storie. Il mondo della fantasia apre alla scoperta della leggerezza, cioè, quella dimensione umana che sottrae peso alle cose che facciamo, rendendo libero il pensiero di inventare e di creare.

Quale è la sua opinione sulla valenza formativa del “gioco” come strategia di apprendimento trasversale?
Il contesto ludico – creativo favorisce l’apprendimento cooperativo e implementa l’approfondimento di orizzonti di senso. La scoperta del linguaggio metaforico amplia la cassetta degli attrezzi dei bambini e delle bambine. Per Calvino è il gioco combinatorio che si instaura tra queste intelligenze plurali a creare il valore aggiunto della curiosità infantile e della creatività che risolve problemi. Calvino ha sempre insistito sull’approfondimento della conoscenza del vocabolario delle figure retoriche per poter giocare con le metafore , le similitudini, le onomatopee, per far si che i bambini possano riappropriarsi del pensiero fantastico che produce effetti di benessere sia sull’ideazione che sull'immaginazione.

E per Gianni Rodari cosa rappresenta la fantasia?
Per Rodari la fantasia è un trottola, che gira e gira con i suoi vortici colorati, con le sue eliche magiche, con il suo album di figure dissonanti. La fantasia si sprigiona attraverso le sue immagini, i suoni e le parole; tutti gli oggetti della fantasia viaggiano insieme su un trenino musicale che corre sui binari delle ore e dei giorni e diverte, fa scendere e salire ad ogni stazione bambini e grandi e invita i viaggiatori curiosi a scoprire luoghi fantastici e pieni di sorprese, fa incontrare persone con passioni diversificate, quelle del leggere, dello scrivere, del disegnare, del suonare strumenti musicale, del giocare a inventare, del corre e cantare. La fantasia fa scoprire e immaginare storie imprevedibili. Come, per esempio, le insalate di favole creata da Rodari.

E così la creatività e intrecciata alla fantasia e al qui e ora?
Non c’è discontinuità tra il futuro e il qui e ora. Il futuro è il presente che viviamo innestando la capacità di immaginare le cose prima che accadono.

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