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I tifosi del «nuovo Trani» di Danilo Quarto hanno acceso fumogeni proprio all’ingresso del palazzo di città per poi scusarsi con il Comune e con il sindaco 

Trani, pericolosi assembramenti all'arrivo del neopresidente

TRANI - Il pallone, faro di una tifoseria ma anche, e soprattutto, croce e delizia di un sindaco. In realtà, per Amedeo Bottaro, più croce che delizia ove si pensi al fatto che il primo cittadino è tuttora indagato dalla Procura di Trani in un procedimento che riguarda presunti scambi di favori con la Vigor Trani del socio occulto Mino Giancaspro.

Adesso, dopo essersi scottato con l’inchiesta, Bottaro ha vissuto la stessa sensazione, e questa volta in maniera più reale che metaforica, a causa dei fumogeni accesi proprio all’ingresso del palazzo di città.

È accaduto l’altra sera, per mano dei tifosi del «nuovo Trani» di Danilo Quarto, il presidente della United Sly che ha spostato il suo titolo da Bari a Trani per disputare il campionato di Eccellenza, nello stesso girone della tuttora esistente Vigor.

Quarto è arrivato l’altro ieri a Trani per programmare la nuova stagione e, in testa all’agenda degli appuntamenti, aveva proprio l’incontro con il primo cittadino a Palazzo di città.
I tifosi (come documentano le foto di Sergio Porcelli) si sono presentati tutti lì in massa, lasciandosi andare a canti, cori, «dammi cinque», abbracci e accensione di fumogeni nell’assenza del rispetto delle norme sul distanziamento interpersonale. E quando la pioggia si è intensificata, tutti nell’androne per riparasi dall’acqua: una gioia troppo sfrenata, sfociata in qualcosa d’altro ben oltre le righe.
L’incontro tra Quarto e Bottaro è andato più che bene, con particolare soddisfazione del presidente per la disponibilità mostrata dal primo cittadino. Ma Bottaro, dopo avere sentito i cori dalla sua stanza e, soprattutto, visto foto e filmati, ha preso duramente le distanze e annunciato provvedimenti.
«Nel confermare l’appuntamento fissato da mesi - scrive il primo cittadino - avevo chiesto a Danilo Quarto di presentarsi senza corteo di tifosi: primo perché non c’è ancora nulla da festeggiare; secondo perché le disposizioni anti assembramenti valgono per tutti. L’appello al buon senso è stato disatteso. Un gruppo di persone ha dato vita ad uno spettacolo inaccettabile soprattutto perché avvenuto nella casa di una Istituzione. Stiamo acquisendo filmati utili ad individuare i responsabili. Cominciamo male».

Immediatamente è arrivato il comunicato di Quarto: «Nessuna premeditazione da parte nostra sulla presenza del “corteo di tifosi”. Ci scusiamo con il Comune e con il sindaco per l’entusiasmo che si è scatenato, nonostante la riservatezza dell’appuntamento e i cambi di orari per evitare, in accordo con il Comune, qualsiasi tipo di aggregazione per l’avvento della nostra società in città. Ringraziamo la gente e i tifosi del Trani per il calore dimostrato».

Quanto al contenuto dell’incontro, cui ha partecipato anche il direttore generale, Pierluigi De Lorenzis, «ha registrato il definitivo consenso del sindaco per la realizzazione del nostro progetto - fa sapere Quarto -. Il primo cittadino, che si è confermato disponibile e cordiale nei nostri confronti, ha confermato la sua volontà, già espressa nella video conferenza dello scorso 20 aprile, di rendere la Sly Trani la squadra che difenderà i colori della città. Con lo stadio comunale al centro del nostro progetto, pronto a dei lavori di restyling già nelle prossime settimane».

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