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Michele Emiliano non ha compiuto alcun abuso con la nomina di Francesco Spina nel consiglio di amministrazione di InnovaPuglia. Ne è convinta la Procura di Bari, che ha chiesto l’archiviazione del fascicolo aperto lo scorso anno a carico del presidente della Regione e di un suo dirigente. A rischiare il processo, con l’accusa di falso ideologico, resta solo l’ex sindaco di Bisceglie, cui nelle scorse settimane è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini: secondo il pm Chiara Giordano, nell’attestare le cause di inconferibilità dell’incarico Spina si sarebbe «dimenticato» di scrivere che era primo cittadino di Bisceglie, modificando la dichiarazione dopo che la vicenda è stata raccontata in un articolo della «Gazzetta».

Il 18 dicembre – a causare la discovery degli atti è stata la notifica dell’avviso di conclusione che normalmente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio – la Procura ha proceduto allo stralcio della posizione di Emiliano e di un dirigente della Regione, Nicola Lopane (difeso dall’avvocato Michele Laforgia), con l’obiettivo di chiedere l’archiviazione dell’ipotesi di abuso di ufficio per aver violato il decreto legge Severino (che proibisce la nomina in società pubbliche prima che siano trascorsi due anni dalla cessazione della carica di sindaco). L’accusa ha probabilmente valorizzato sia la mancanza dell’elemento psicologico (Emiliano e il dirigente erano sicuramente in buona fede al momento della nomina), sia il parere che l’Anac ha espresso su Spina dopo l’esposto dei consiglieri regionali M5S: l’allora primo cittadino di Bisceglie – aveva scritto l’Anticorruzione di Cantone – non aveva poteri di amministrazione e dunque non era in situazione di inconferibilità. La Finanza, però, ha documentato nell’indagine che per lunghi mesi Spina ha di fatto sostituito il presidente di InnovaPuglia (che si era dimesso), occupandosi di gare d’appalto.

Spina dovrà dunque rispondere di falso ideologico. Al momento dell’accettazione della nomina, il 2 agosto 2017, ha reso una dichiarazione di inconferibilità in cui erano riportate due precedenti elezioni a sindaco ma non la legislatura in corso (Spina è stato dichiarato decaduto a fine agosto 2017). L’avvocato di Bisceglie ha poi depositato una seconda dichiarazione il 16 agosto (in cui <sindaco di Bisceglie> è aggiunto in calce a matita) e un’altra ancora– è detto nell’avviso di conclusione dell’indagine - dopo la pubblicazione on-line di un articolo della <Gazzetta> a proposito dell’intervento della Corte dei conti. Spina (difeso dall’avvocato Mario Malcangi) ha chiesto come suo diritto di essere sentito: dovrebbe essere interrogato dal pm il 30 gennaio.

Già nei mesi scorsi, il governatore Emiliano ha definito <regolarissimo> l’iter che ha portato alla nomina di Spina.

«L'inconferibilità – aveva detto - è stata esclusa dall’Anac e dagli uffici del gabinetto del presidente perché Spina è un semplice consigliere di amministrazione senza deleghe. Il reato contestatomi tecnicamente non sussiste, i reati che sussistono ed anzi si ripetono (e che sono stati da me già denunziati al Procuratore della Repubblica), sono quelli dei pubblici ufficiali che veicolano notizie coperte dal segreto istruttorio, che poi vengono diffuse, determinando una rivelazione del segreto di ufficio e conseguentemente un danno alla mia immagine». Emiliano è indagato sempre a Bari con l’accusa di abuso d’ufficio, induzione indebita e false fatture nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti alle primarie Pd del 2017, mentre a Foggia risponde di corruzione in merito alla nomina (mai avvenuta) del commissario della Asp di Chieuti.

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