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Via alla raccolta fondi con lo strumento «Art bonus» (previsti vantaggi fiscali)

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TRANI - Sembrano le macerie prodotte da un terremoto, ed invece sono libri disordinatamente accatastati nei locali che, fino a 26 anni fa, hanno ospitato la biblioteca comunale Giovanni Bovio. Siamo a Palazzo Vischi, una cui unità immobiliare è di proprietà comunale ed è stata, per lungo tempo, sede della prestigiosa istituzione di cui il prossimo anno si celebreranno i 150 anni di vita.

Istituita nel 1870, la Giovanni Bovio proprio a Palazzo Vischi conobbe il periodo di maggiore fulgore, e lo fece soprattutto sotto la direzione del grande Benedetto Ronchi, cui si deve la piena affermazione della Giovanni Bovio in tutta Italia.
Fu grazie a lui, ma anche a chi lo precedette e lo seguì, compreso l’ultimo direttore di quella sede, Mario Schiralli, che la Giovanni Bovio diventò culla di un patrimonio librario incredibilmente ampio e di valore. In quell’anno tutt’altro che da ricordare per la città, il 1993 appunto, in cui Trani fu retta da una commissione straordinaria dopo lo scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose, furono proprio i tre funzionari chiamati a governare per un anno e mezzo la città, con i poteri di sindaco, giunta e consiglio comunale, ad ordinare lo sgombero di Palazzo Vischi per sopravvenuti problemi di staticità. Direzione e sale lettura furono trasferite in fretta e furia presso locali, di proprietà privata, in corso Alcide De Gasperi, al’ angolo con via don Aldo Martucci. Per la lettura e prestito di libri, i dipendenti comunali facevano la spola tra la sede provvisoria e la vecchia sede, ove era consentito prelevare e riportare i libri nel.
Nel 2003 la biblioteca finalmente entrò nella nuova ed attuale sede di Palazzo San Francesco, in piazza Libertà, i cui lavori di ultimazione erano proceduti a rilento a causa di ripetuti problemi, poi risolti, nei sotterranei dello stabile. A quel punto quasi tutto il patrimonio librario fu trasferito, sanicato e sistemato negli attuali locali della Giovanni Bovio.
Nel frattempo, però, le condizioni di Palazzo Vischi erano peggiorate e, nonostante ciò, l’immobile fu abusivamente occupato da cittadini senza titolo per lungo tempo. Quella famiglia convisse con​ i libri​ ed il timore che alcuni di questi siano stati casualmente sfilati e venduti, sia pure alla rinfusa, nei mercatini rionali è molto consistente.
È pur vero, peraltro, che tanti altri, almeno 5.000, sono ancora lì nonostante lo stato dei locali, il passare del tempo, l’aggressione dei topi e degli agenti atmosferici, abbiano determinato danni ingenti a quei volumi.
Ogni volta che ci si volesse recare lì per un sopralluogo, o per operazioni programmate, bisogna rimuovere la muratura della porta di accesso e poi ricomporla quando si è terminato. Hanno fatto così, recentemente, gli operatori della Spix Italia, di Potenza, che hanno effettuato un primo recupero di opere, circa 450, finanziato con 5.000 euro che il Comune di Trani ha potuto stanziare nel bilancio dello scorso anno.

Già recuperando queste, con riferimento ai volumi più facilmente estraibili​ da quell’ammasso informe di carta, sono affiorate cinquecentine ed altre opere di straordinario valore. E ci sono persino quadri e molto altro materiale di interesse, che merita di essere recuperato, sanificato e riportato non soltanto pienamente alla luce, ma anche, e soprattutto, alla pubblica fruizione.
E questo il motivo per cui domenica scorsa, in una manifestazione presso la sede della biblioteca Giovanni Bovio, è stata ufficialmente avviata la raccolta fondi finalizzata proprio a recupero dell’intero patrimonio librario della Giovanni Bovio.
Lo strumento è quello dell’Art bonus, che riconosce vantaggi fiscali ai donatori, e ne sono protagonisti il Comune di Trani, con il sostegno del Centro per il libro e la lettura, l’Associazione nazionale dei comuni d’Italia, la scuola di Roma di fundraising ed il Liceo Francesco De Sanctis.

Sul sito di Art bonus ci sono già i nomi di chi ha donato qualcosa: allo stato figurano l’Inner wheel, di Trani, vale a dire le donne del Rotary club, ed il consigliere comunale Mimmo De Laurentis, finora unico componente dell’assemblea elettiva a rispondere concretamente all’appello del sindaco, Amedeo Bottaro, a dare ciascuno un proprio contributo: ciascuno ha donato 500 euro.
In considerazione del fatto che, per sanificare 490 libri, si sono spesi 5000 euro, la spesa per la parte restante di quelle opere dovrebbe aggirarsi intorno ai 50.000. La montagna da scalare, dunque, è ancora molto alta, tanto quanto quelle cataste di libri che, a osservarle, fanno ancora tanto male al cuore.

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