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Agricoltura

Olivicoltura in ginocchio nel Nord Barese: «servono impegni extra»

Si attende il riconoscimento dei danni da gelo. L’appello è del presidente dell’ Unione nazionale associazioni produttori olivicoli

olive

Gelata della scorsa primavera, grandinata di febbraio, pericolo xylella incombente: gli olivicoltori del Nord Barese, alla vigilia di Natale, sono costretti a leccarsi le ferite dopo un «annus horribilis». Nel 2018 è stato perfino superato il bilancio negativo anticipato dalle previsioni Ismea, diffuse all’inizio di ottobre, di un crollo della produzione di olio del 58%.
La conferma arriva anche dal presidente dell’ Unione nazionale associazioni produttori olivicoli (Unapol), Tommaso Loiodice che, da profondo conoscitore dell’olivicoltura pugliese e del Nord Barese in particolare, ha voluto sollecitare le forze politiche in campo, di maggioranza e opposizione per dar corso nei prossimi giorni all’emendamento alla legge di bilancio volto a risarcire i danni provocati dalle gelate che si sono verificate in Puglia a cavallo tra la fine di febbraio e i primi di marzo 2018.
«Purtroppo - spiega Loiodice - non c’è olivicoltore vivente che ricordi una annata così disastrosa come quella che sta volgendo al termine, tutti attendono e sperano con ansia che il 2019 si presenti sotto tutt’altra veste. Nel frattempo ci si augura che sotto l’albero di Natale arrivi, dal governo centrale, il tanto anelato e atteso decreto di riconoscimento dei danni da gelo». Un emendamento è stato presentato negli ultimi giorni anche dal senatore Dario Stefàno (PD) e alla Camera dagli stessi pentastellati pugliesi tra i quali L’Abbate, presidente della commissione Agricoltura alla Camera.
«Sono consapevole che questa misura non coprirà che una minima quota dei danni subiti, ma perlomeno farà registrare un minimo di attenzione della classe politica a questo comparto che da anni attende una vera e propria politica di rilancio strategico».
«E’ ora che squilli la sveglia e che l’intera società comprenda appieno il valore strategico dell’agricoltura italiana che in alcune regioni come la Puglia e il Centro-Sud non può che identificarsi nell’olivicoltura».
«Mi preme lanciare un grido di allarme anche a tutela dei lavoratori - continua il presidente Unapol - che, abbandonati a se stessi, sembra non siano cittadini italiani. Parliamo di una popolazione di lavoratori che non lavorano da mesi e che non avendo registrato giornate lavorative aggiungeranno al danno la beffa di non vedersi riconosciuti i contributi figurativi oltre che l’indennità di disoccupazione».
Olivicoltura in ginocchio, agricoltori disperati. «Oramai, fa notare Tommaso Loiodice - nelle nostre campagne mai si è registrato un “assordante silenzio” come quest’anno: non una voce festosa di operaio dedito alla raccolta; non un “armonico suono” di verghe battute sui rami di olivo. Anche nei paesi si respira un’aria surreale, quasi funerea, sin dalle prime ore della giornata».
I frantoi che nel pomeriggio o nella notte divenivano luogo di confronto festoso tra gli olivicoltori sono freddi capannoni con le saracinesche abbassate.
C’è poi tutta la vicenda xylella, il pericoloso batterio che minaccia anche gli olivi del Nord Barese.
«Quando due anni fa lanciai in un pubblico convegno in quel di Jesi l’invito a non sottovalutare la problematica relegandola alla sola provincia di Lecce ma a considerarlo un problema da affrontare con immediato pragmatismo per il bene dell’intera olivicoltura pugliese ed italiana fui considerato un falso allarmista», spiega il presidente dell’Unione nazionale associazioni produttori olivicoli.
«Avrei tanto voluto che così fosse, un falso allarme, ma così non è stato e ahimè ancora oggi non è. Ora è alle porte di Bari e minaccia di esplodere e colpire al cuore la zona di maggior produzione di extravergine di oliva. Occorre sperare che la scienza riesca a trovare soluzioni immediate e reali che pongano freno a questo “olocausto vegetale”. Questo il motivo per cui non si può assistere supinamente alla follia di santoni pseudo-ambientalisti che continuano a negare l’evidenza e che con continue fake news permettono che il batterio avanzi indisturbato distruggendo il patrimonio olivicolo pugliese. L’ufficio legale di Unapol sta seriamente valutando di rafforzare le denunce presentate alle Procure anche dai colleghi di Italia Olivicola, dopo la notizia del folle gesto del Senatore del movimento 5 Stelle Lello Ciampolillo che ha preso in comodato d’uso gratuito la conduzione, in agro di Cisternino, di un albero infetto da Xylella, per evitarne l’abbattimento. Abbattimento già decretato a luglio 2017 e mai effettuato a cui si aggiungono le ultime diffide a procedere del senatore pentastellato. Ci uniremo a chiunque voglia costituirsi parte civile contro di lui, che non è un intoccabile».

«Positivo il lavoro congiunto di qualche giorno fa tra il presidente Emiliano, l’assessore Di Gioia e il ministro Centinaio che, mettendo da parte ogni rivendicazione politica hanno individuato risorse (circa 100 milioni di euro (fondo FSC) 48 milioni di euro (PSR Regione Puglia), 5 milioni di euro ad oggi approvati nella manovra finanziaria, 5 milioni legati all’intervento di Ismea) per avviare la fase di rigenerazione dei territori devastati, ma non basta. L’augurio è che siano accolti i recentissimi emendamenti presentati da Stèfano. Il primo di natura economica, volto a incrementare le risorse, per il 2019 e 2020, e stanziarne di nuove per il 2021, del Fondo per i prodotti cerealicoli, olivicoli e lattiero-caseari da destinare al reimpianto con piante tolleranti o resistenti a Xylella fastidiosa nella zona infetta sottoposta a misure di contenimento del batterio, oltre che al finanziamento di contratti di distretto per la rigenerazione dei territori colpiti. L'altro di natura legislativa che prevede una deroga alla normativa nazionale in ambito di abbattimento per gli ulivi risultanti infetti da Xylella rendendo di fatto più immediata l'attuazione delle misure fitosanitarie, sollevando gli enti locali competenti da una mole di lavoro che abbatta le lungaggini burocratiche».

«E’ improrogabile l’emanazione di una legge speciale - conclude Tommaso Loiodice - che consenta agli operatori dell’osservatorio regionale di entrare nelle proprietà private ed abbattere gli alberi infetti, nell’immediato: è l’unica strategia efficace di contrasto all’epidemia della xylella».

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