Commercio su aree pubbliche, crisi nera. Il mercato del lunedì ha ormai un triste destino. Il segretario cittadino del PD, nonché consigliere comunale, Giovanni Vurchio interviene sull’argomento: «Lunedì mattina, transitando per viale Gramsci, ho potuto constatare che troppi stalli del mercato settimanale cittadino sono ormai vuoti, nonostante l’oneroso investimento, sostenuto dagli ambulanti interessati, per poter acquistare l’autorizzazione necessaria ad occupare una fetta di quel suolo. Non è possibile rimanere indifferenti. Il mercato rappresenta un valore aggiunto per la nostra comunità ritiene Vurchio - non solo commerciale. Non merita di essere abbandonato tra l’indifferenza dell’amministrazione locale. È innegabile che il commercio su aree pubbliche stia vivendo una crisi preoccupante su scala nazionale, ma la classe politica ha il dovere di battersi per preservarne l’importanza».
E Vurchio avanza una proposta per Andria: «Credo che gioverebbe una ricollocazione nel centro cittadino. La riorganizzazione del mercato, seppur ridimensionato e meglio organizzato, ci permetterebbe di supportare un settore economico in forte crisi, come quello del commercio ambulante, e sarebbe utile a preservare anche il rilevante ruolo socio-culturale di questo appuntamento della tradizione, che da sempre risulta in grado di rappresentare una fonte inestimabile di aggregazione e scambio di idee, opinioni e posizioni».
Anche la Fivap, Federazione Italiana Venditori Ambulanti e su Aree Pubbliche - Unionecommercio, associazione di categoria, fa sentire la propria voce sul tema: «Un mercato il cui appeal è sceso a quota zero quello del lunedì ad Andria. Uno dei mercati più numerosi della Puglia ridotto ad uno dei peggiori ed improduttivi d’Italia. Il grido dei commercianti concessionari di posteggio si alza con forza e con rabbia perché, dicono, questo è diventato un mercato impossibile da frequentare perché ormai non rende più nulla e molti lo stanno disertando ed abbandonando. Lunedì 5 novembre scorso la maggior parte dei concessionari di posteggio non ha incassato neppure un euro».
Come dicevamo anche le Associazioni di Categoria fanno sentire la loro voce e da Fivap-Unionecommercio (Federazione Italiana Venditori Ambulanti e su Aree Pubbliche): «Quello di Andria è diventato uno dei peggiori mercati della Puglia e d’Italia – si legge in una nota diffusa dall’associazione sindacale - troppo dispersivo, mai riqualificato, abbandonato a se stesso e senza alcuna prospettiva di rilancio. Un mercato che va frazionato in modo da servire più quartieri cittadini e rilanciare il commercio su aree pubbliche in città. Uno sdoppiamento non più procrastinabile che potrebbe rappresentare una svolta così come una svolta potrebbe essere ripensare il mercato nella Zona 167 dove il comune di Andria decise di togliere riportandolo in villa dove avrebbe dovuto restare per non più di due anni ma ormai vi è rimasto all’infinito. Se non fosse che la grazia dell’amministrazione comunale ha da anni esonerato completamente gli ambulanti del mercato dal pagamento della Tassa di Occupazione di Suolo Pubblico, decidendo di perdere entrate annuali pari a quasi duecentomila euro, calcolando una media di 300 euro per ciascun operatore. Questo però – conclude la nota Fipav - non deve dare al comune l’alibi di lasciar morire quel mercato perché il danno sarebbe enorme. Inoltre se l’esonero dal pagamento delle tasse dovesse presto venire meno con l’approvazione del Piano di Riequilibrio Finanziario che la Corte dei Conti deve approvare e che non potrà più prevedere esenzioni di pregio come queste, in tal caso il mercato del lunedì di Andria può prepararsi a scomparire definitivamente».














