Mercoledì 14 Gennaio 2026 | 07:59

Bari, a processo il finanziere accusato di essere la talpa di Olivieri: «Non sapevo delle indagini su di lui»

Bari, a processo il finanziere accusato di essere la talpa di Olivieri: «Non sapevo delle indagini su di lui»

 
Redazione inchieste

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Bari, a processo il finanziere accusato di essere la talpa di Olivieri: «Non sapevo delle indagini su di lui»

Il maresciallo della Finanza risponde per i rapporti con l’ex consigliere regionale arrestato: «Mi promise che mi avrebbe aiutato a rinegoziare un mutuo…»

Mercoledì 14 Gennaio 2026, 06:00

La supposta talpa che l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri aveva nella Finanza avrebbe utilizzato l’allora giornalista Antonio Loconte, dipendente del sito Quotidiano Italiano, come esca per far parlare gli indagati in una indagine di usura. È quanto ha raccontato ieri Antonio Cretì, 51 anni, il maresciallo della Finanza di Bari, sentito nell’ambito del processo in cui è accusato di rivelazione di segreto istruttorio per aver spifferato a Loconte di imminenti perquisizioni disposte dalla Procura di Bari in una inchiesta sul calcio dilettantistico.

Cretì (difeso dall’avvocato Emiliano D’Alessadro) è finito a processo per ordine del gip, che non ha accolto la richiesta della Procura di Bari secondo cui la sua condotta meritava di non essere perseguita per tenuità del fatto: a giugno 2019 il maresciallo, in servizio al Gruppo Bari, aveva contattato Olivieri per chiedere il contatto di «quel giornalista» cui il militare voleva segnalare la notizia delle perquisizioni. Il non detto di tutta questa storia è che Cretì potrebbe aver avvertito Olivieri del suo imminente arresto, a febbraio 2024, nell’ambito di Codice Interno: il giorno dell’arresto il cellulare di Olivieri risultò resettato da pochi giorni.

«Quella sul calcioscommesse - ha detto Cretì davanti al Tribunale collegiale (presidente Perrelli) - è una branca di una indagine per usura, nata da una lettera anonima. Riuscii ad identificare gli usurati tra cui c’era un calciatore del Bitonto. Un giorno da una telefonata intercettata capisco che volevano vendersi una partita. Si decidono perquisizioni e qui entra in campo il fatto di contattare Olivieri che qualche mese prima mi aveva presentato Loconte in un bar. Mi serviva dare risalto alla notizia: dopo le notizie sui giornali, i calciatori sono stati interrogati dalla Procura federale e hanno dichiarato che c’era stata la combine con il Picierno, che aveva partecipato il ds, che si erano spartiti 10mila euro e per questo sono stati condannati dalla giustizia sportiva».

Al pm di udienza, Larissa Catella, Cretì ha però dichiarato di non sapere delle indagini in corso su Olivieri da parte della Dda con la Polizia di Stato. «Lui sapeva che io non perdono nessuno, che conduco le indagini senza sconti. Ci eravamo conosciuti perché sono presidente di una associazione. Agli inizi del 2024 volevo fare una rinegoziazione del mutuo e lui mi disse che la moglie si era aperta agenzia di intermediazione creditizia, e mi voleva dare una mano. Olivieri non è stato il mio legale nella separazione, come ha dichiarato, diceva che poteva farmi avere un tasso migliore ma non è mai successo». Il processo è stato rinviato al 3 marzo per la discussione.

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