Martedì 20 Agosto 2019 | 03:37

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estate di sangue

Incidente in Grecia
Giuseppe non ce l’ha fatta

È morto a Bari. La famiglia ha autorizzato l’espianto degli organi

Incidente in Grecia Giuseppe non ce l’ha fatta

Nico Aurora

Trani - L’equipe medica del Policlinico di Bari che aveva in cura Giuseppe Ruta, il diciottenne tranese rimasto gravemente ferito nell’incidente stradale di mercoledì scorso a Barbati, frazione balneare di Corfù, in Grecia, nella giornata di ieri ha dichiarato la morte del ragazzo e la famiglia ne ha autorizzato l’espianto degli organi ai fini della donazione.

Le condizioni del giovane erano parse disperate sin dal primo momento. Ciononostante, anche e soprattutto dopo il rimpatrio in Italia, avvenuto nel pomeriggio di sabato con un’aereo-ambulanza grazie ad una proficua sinergia di enti e istituzioni, la speranza di salvarlo non era mai cessata. Purtroppo con il passare delle ore, e soprattutto dopo l’ultima drammatica notte fra domenica e ieri, l’attività cerebrale del paziente si è affievolita fino al decesso, alle 20.15.

Restano stabili le condizioni dell’amico diciannovenne, che era alla guida della moto travolta da una vettura quella tragica sera: è ricoverato al Miulli, di Acquaviva delle Fonti, ma i pur importanti traumi che ha riportato non lo pongono in pericolo di vita. Com’è noto, i due giovani erano in comitiva per una vacanza premio che si erano concessi in Grecia dopo il diploma. Quella sera gli amici li aspettavano al mare, ma su quella spiaggia i due ragazzi non sarebbero mai arrivati perché, dopo avere noleggiato una moto, la stessa veniva travolta da una vettura in corsa.

La ricostruzione dell’incidente è da accertare, e su questa indagano due procure: una in Grecia e l’altra, in Italia, a Bari, per competenza territoriale poiché i pazienti sono ricoverati in quel territorio. La dinamica di fatti e responsabilità, dunque, sarà oggetto di sempre più puntuali approfondimenti.

Le voci di un decesso di Giuseppe erano cominciate a circolare con sempre maggiore insistenza in città durante la giornata di domenica, ma, di volta in volta, le smentite sembravano rinfocolare la speranza di una comunque difficile ripresa.

Purtroppo questo non è avvenuto e la famiglia, volata in Grecia sin dal primo momento per assistere il ragazzo, in un clima di indescrivibile angoscia, ha comunque mostrato una sensibilità al di sopra di ogni ragionevole attesa, autorizzando l’espianto di organi del proprio figlio per migliorare le aspettative di vita di altre persone che dovessero averne bisogno: un gesto di gran generosità in un momento di indicibile dolore, una manifestazione di amore per il prossimo mentre si vive la tragedia incomparabile della morte di un figlio.

E adesso il dolore è condiviso fra tutti coloro che hanno conosciuto Giuseppe, a cominciare dai suoi tanti amici. Ruta era stato uno dei tanti studenti modello del Liceo classico Francesco De Sanctis, presso cui si era diplomato. E pareva un predestinato, perché si apprestava ad iniziare un corso di laurea alla Bocconi di Milano, che lo aveva ammesso dopo le rituali selezioni preventive.

Adesso quello storico liceo, il prossimo 12 settembre, inizierà il nuovo anno scolastico in un clima surreale, così come era accaduto, poco prima delle vacanze di Natale 2015, al Liceo scientifico per la tragica morte fra i binari della stazione di Trani del 15enne Nicholas De Santis, coetaneo di Giuseppe.

Destini che si uniscono in un clima di lacrime, dolore e cordoglio, attendendo il ritorno a Trani della salma del ragazzo e le esequie nel ricordo di una persona che dire splendida, alla luce della storia personale e di quanto accaduto, appare oltre modo riduttivo.

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