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«Rimborsopoli» bis Altra bufera in Basilicata

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - Guardia di Finanza via con faldoni pieni di ricevute, scontrini e fatture del periodo finale dell’ottava legislatura del consiglio regionale della Basilicata: tutto il 2009 e gli ultimi cinque mesi del 2010. Il sospetto: banchetti e pernottamenti ingiustificati a carico dei contribuenti. Nuovo fascicolo in Procura
«Rimborsopoli» bis Altra bufera in Basilicata
FABIO AMENDOLARA
POTENZA - I faldoni sono pieni di ricevute, scontrini e fatture del periodo finale dell’ottava legislatura del consiglio regionale della Basilicata: tutto il 2009 e gli ultimi cinque mesi del 2010. I documenti sono stati acquisiti dagli investigatori della Guardia di finanza. Scoppia la seconda «Rimborsopoli».

L’attenzione degli investigatori è concentrata sul flusso di soldi spesi rapportato alle norme che regolano l’erogazione dei rimborsi. Ne viene fuori un quadro desolante: molte spese di ristorazione e di soggiorno nei vari alberghi sono state ritenute non ammissibili. L’articolo 11 della legge 8/1998 prevede che pranzi, banchetti e quant’altro devono essere correlati direttamente all’incarico istituzionale. Nel caso di consiglieri e assessori, evidentemente, non è stato così: si è bivaccato a tavola con amici e parenti e si è pernottato, spesso in alberghi lussuosi, per turismo e divertimento.

In questo ambito, le spese rendicontate dai singoli consiglieri variano da un minimo di 900 euro a ben 35mila euro. Qualcuno, insomma, in un solo anno (2009-2010) ha speso tutti questi soldi per mangiare e dormire sulle spalle dei cittadini. Gli unici a non aver chiesto soldi per pranzi e soggiorni sono stati Maria Antezza, Antonio Tisci e Vincenzo Ruggiero. Sugli altri consiglieri in carica nel periodo «attenzionato» sono nel mirino. Quanto ai rimborsi chilometrici, la Guardia di finanza ha riscontrato errori nei calcoli che avrebbero determinato un maggiore introito per i consiglieri non residenti a Potenza.

Il «palazzo» torna sulla graticola. Proprio pochi giorni dopo le prime decisioni dei giudici: la condanna a un anno e sei mesi per l’ex assessore regionale Attilio Martorano e il rinvio a giudizio del governatore della Regione Basilicata Marcello Pittella, dell’ex governatore ora sottosegretario Vito De Filippo e dei consiglieri Antonio Autilio (Idv), Nicola Benedetto (Democratici di centro), Luca Braia (Pd), Paolo Castelluccio (Pdl), Giuseppe D’Alessandro (Pd), Pasquale Di Lorenzo (Fli), Antonio Di Sanza (Pd), Roberto Falotico (Udc), Antonio Flovilla (Udc), Innocenzo Loguercio (Psi), Agatino Mancusi (Udc), Rosa Mastrosimone (Idv), Franco Mattia (Pdl), Vilma Mazzocco (Democratici di centro), Francesco Mollica (Udc), Michele Napoli (Pdl), Giacomo Nardiello (Sel), Mariano Pici (Pdl), Antonio Potenza (Popolari uniti), Pasquale Robortella (Pd), Vincenzo Ruggiero (La Destra), Donato Paolo Salvatore (Psi), Luigi Scaglione (Popolari uniti), Alessandro Singetta (ex Api), Antonio Tisci (Pdl), Rocco Vita (Psi), Vincenzo Viti (Pd). Coinvolti anche imprenditori e professionisti: Antonio Sanrocco e Rosa Amoroso.

Ora scoppia la seconda «Rimborsopoli». Sugli stessi atti è in corso una verifica della Procura regionale della Corte dei conti. I guai per i consiglieri regionali delle passate legislature non sono finiti.

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