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Il mare si sporca  Maratea si svuota

«I rifiuti – tranquillizza l’assessore Lammoglia – provengono sicuramente dal fiume. È tutto materiale che si accumula lungo gli argini e che poi viene trasportato a mare. Mi sento di escludere, almeno per quanto riguarda Maratea, che ci possano essere attività produttive che scaricano a mare. È chiaro che i turisti, se non sono correttamente informati, possono impaurirsi. Ma si tratta soltanto di un inquinamento visivo senza alcun pericolo dal punto di vista igienico sanitario»
• Castrocucco in apnea. «E ora spuntano rifiuti»
Il mare si sporca  Maratea si svuota
di PINO PERCIANTE

Il mare sporco fa paura. «Se continua così non verremo più a Maratea», dicono alcuni bagnanti, ospiti del lido «Approdo 2» a Castrocucco. Intanto c’è già chi, fin da ieri, dopo la comparsa giovedì scorso della macchia marrone nel mare di Castrocucco, ha preferito andare a farsi il bagno altrove. «Qualche famiglia – dice una bagnante – ha cambiato spiaggia». Il timore, però, è che a lungo andare, soprattutto se il problema dovesse ripresentarsi, i turisti decidano non solo di cambiare spiaggia ma anche luogo dove trascorrere il loro periodo di vacanza, preferendo alla «perla del Tirreno» altre località limitrofe. 

Per ora gli operatori turistici non vogliono sentir parlare di disdette, ma di lamentele ce ne sono state, e pure tante per l’acqua sporca. Ieri intanto la situazione a Castrocucco sembrava più tranquilla, anche se l’acqua non ha ancora ripreso il suo colore naturale. L’assessore all’ambiente del Comune di Maratea, Virgilio Lammoglia, ribadisce «che non si tratta di inquinamento. 
Infatti oggi (ieri per chi legge, ndr), la centrale non ha funzionato e non ci sono stati problemi». Le turbine avrebbero riversato prima nel fiume Noce e poi a mare acqua mista a fango proveniente dalla diga del Cogliandrino che alimenta l’impianto posto al confine tra Basilicata e Calabria, attivato per il G8. 
«Questa volta – dice l’assessore – le lamentele ce le siamo sorbite noi, altre volte è toccato ai paesi dell’alto tirreno cosentino. Dipende dalle correnti. Tuttavia sarebbe auspicabile che la centrale non funzionasse nei periodi turistici». Il problema, però, in questi giorni non è stato solo rappresentato dall’improvviso cambiamento di colore dell’acqua del mare. Ieri siamo stati sul posto e abbiamo appreso che oltre alla chiazza scura, nel mare di Castrocucco in questi giorni c’era un po’ di tutto. Dalle bottiglie di plastica ai sacchetti, dai giocattoli in disuso a resti di legno. Una quantità considerevole di rifiuti che ha fatto scattare la paura tra i turisti dei lidi. Perché se per la macchia il colpevole sembra sia stato trovato, da dove provengono gli altri rifiuti che galleggiavano in acqua ed inoltre quella schiuma bianca che compare nel mare di altre località di Maratea in determinati orari della giornata? C’è chi da la colpa alle correnti, chi al fiume Noce ma anche chi non crede alla storia del fango proveniente dalla diga e sospetta altro. 

«I rifiuti – tranquillizza l’assessore Lammoglia – provengono sicuramente dal fiume. È tutto materiale che si accumula lungo gli argini e che poi viene trasportato a mare. Mi sento di escludere, almeno per quanto riguarda Maratea, che ci possano essere attività produttive che scaricano a mare. È chiaro che i turisti, se non sono correttamente informati, possono impaurirsi. Ma si tratta soltanto di un inquinamento visivo senza alcun pericolo dal punto di vista igienico sanitario». Certo, però, non è una bella immagine per un mare che si fregia della Bandiera blu. Ombrelloni e sdraio nell’ora di punta sono vuoti. La colpa è principalmente della crisi. «Ma se a ciò si aggiunge anche il mare sporco allora è finita. Se continua così ci ammazzano il turismo», si lascia sfuggire un operatore turistico.

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