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la storia

Artù, «star» sul web
5.000 fan su facebook

il piccolo cane Artù

di RITA SCHENA

BARI - Lui è una star di facebook. Cinquemila fan da tutt’Italia che da mesi seguono la sua battaglia per la vita, pronti a sostenerlo. Artù, anzi il professor-primario-Arturino come è stato rinominato per una certa prosopopea che ha nell’intromettersi a tu per tu con tutti i medici ed infermieri che l’hanno avuto in cura, è un jack russel di circa nove mesi nato con una patologia rara: il megaesofago, in pratica una anomalia dell’organo interno che può essere talmente grave da rendere molto difficoltosa (o addirittura impossibile) la deglutizione e l’assimilazione del cibo.

Artù sarebbe sicuramente morto se non avesse trovato le volontarie di “Occhi randagi” che da gennaio quando aveva solo 2 mesi e poche centinaia di grammi di peso, hanno deciso di accettare la sfida, prenderlo in carico e farlo operare a Bari in una clinica veterinaria specializzata. Attraverso i social hanno avviato una pagina evento su facebook “La battaglia del piccolo Artù” e coinvolto migliaia di persone in tutt’Italia che hanno aiutato il cucciolo economicamente e con il loro affetto, seguendo la sua storia quasi quotidianamente. Un po’ come è accaduto in Sardegna con il cane Palla che ha commosso mezza Italia.

Per fortuna la storia di Arturino è meno traumatica e similarmente a lieto fine: «E’ stato operato ed ora è in stallo da me – racconta Cristina – la curva nord dell’associazione spinge perché lo tenga, ma stiamo cercando una famiglia tutta per lui. E’ un cucciolo pieno di vita, l’ha sempre dimostrato sin da quando ce lo siamo trovato tra le braccia, merita qualcuno che lo ami. Certo è un cane particolare, ha bisogno di attenzioni speciali, ma a parte questo è un cucciolo giocherellone come tutti».
Cristina, Palmarisa, Giorgia, Arianna, Agnese, Annalisa, Simona sono tra le fondatrici di Occhi Randagi una associazione di volontarie che da tre anni opera in tutta la provincia di Bari, grazie anche ad una fitta rete di conoscenze e contatti, pronte a correre se c’è un animale in difficoltà.

«Ancora oggi non so bene dire come abbiamo deciso di avviare l’associazione – racconta Cristina – ognuna di noi ha alle spalle una esperienza di volontariato, ci siamo unite per conseguire un obiettivo comune: dar voce a chi non l’ha, ed eccoci qua, ho perso il conto di tutti i cani e gatti che abbiamo salvato».
Scorrendo le foto via web non si può far a meno di restare rapiti dagli occhi dolci di cani e gatti che cercano chi li riesca ad amare per sempre, dalle storie che le volontarie sanno raccontare così bene, come è accaduto ad Artù.
«Arturino ormai è quasi il protagonista di un reality – spiega ridendo Cristina – questa estate chiunque tra i suoi fan su facebook è venuto in vacanza in Puglia è passato da casa mia per vederlo e coccolarselo, un traffico incredibile, Milano, Roma, da tutt’Italia. Non possiamo portarlo in giro che le persone ci fermano, lo riconoscono, e lui naturalmente ormai è viziatissimo e sempre più calato nella sua parte di professorino».
«Siamo felici di tutta questa vicinanza, è bello conoscersi tra persone con simili sensibilità, e poi chiediamo l’aiuto economico per curare Artù e i tanti animali che aiutiamo e ci piace dimostrare quello che riusciamo a fare. Siamo partite in tre, oggi siamo una rete molto fitta, da riuscire ad aiutare molti più animali. Noi ci crediamo veramente: insieme si può».

Ci sono meno abbandoni? «Non ho numeri su cui giudicare, ma forse c’è più attenzione e sicuramente molti più attivisti. Forse quello che sta cambiando è la modalità: si abbandonano meno cani in autostrada, mentre si preferisce lasciarli a chi si pensa possa prendersene cura. Noi veniamo contattati tutto l’anno. Certo c’è molta superficialità quando si prende in casa un animale per poi rendersi conto che è un impegno a tempo pieno e allora scattano tute le scuse possibili: non ce la faccio, il bambino è allergico, è troppo vivace… Noi non ci tiriamo comunque indietro».
Come nel caso del piccolo Artù, due chili e mezzo di autentico argento vivo che scorrazza felice. Guardare i video che le volontarie postano periodicamente con le sue birbonate di cucciolo fanno sorridere e sperare: di fronte ad una disabilità, anche solo di un cucciolo c’è chi non si gira dal’altra parte.

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