Sabato 19 Gennaio 2019 | 04:50

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Bari

Conferenza sull'editoria
«Verso altri tagli
ma serve più qualità»

BARI - Con la necessità di trovare un equilibrio tra l’imperativo di «tagliare ancora i costi» e «quindi il personale nelle redazioni», e quello di «migliorare i contenuti dell’informazione» per vendere più copie ed essere più attrattivi per il mercato pubblicitario, si è conclusa oggi a Bari la conferenza internazionale dell’industria editoriale e della stampa promossa da Wan-Ifra (Associazione mondiale degli editori) e Asig (Associazione stampatori italiana giornali).

La seconda e ultima giornata si è aperta con una panoramica sullo scenario mondiale dell’editoria, che ha evidenziato come la fine del giornale cartaceo non sia poi così vicina. Specialmente negli Stati Uniti dove l’industria dei giornali vale più di quella del cinema e della musica. Probabilmente, è stato spiegato, anche perché gli Usa hanno saputo sviluppare nuovi modelli di business, ad esempio come il New York Times che vende cibi precotti con il proprio brand.

Se in Italia il trend, come è emerso nel corso dei lavori, sembrerebbe quello di far lavorare nelle redazioni soprattutto i giornalisti capaci di far comprendere al lettore l’importanza della pubblicità come fonte di sostentamento dell’informazione, tagliando i costi del personale ancora del 15% nei prossimi anni (dopo un taglio del 25% già praticato), la Germania la pensa esattamente al contrario. Lo ha spiegato Thomas Drensek, manager di Axel Springer Print Management, il più grande stampatore d’Europa ed editore, tra l’altro, del quotidiano Bild. Parlando dell’attivo di alcuni milioni di euro del gruppo editoriale, Drensek ha evidenziato che «la chiave del nostro successo è il giornalismo di eccellenza, perché noi puntiamo tutto sull'informazione e quindi sui giornalisti».

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