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TINO SORINO
BARI -La Puglia, terra feconda di giovani talenti, che sempre più numerosi si affermano nel mondo. A confermarlo, ancora una volta, il successo internazionale conseguito come «beverage manager» da Pietro Didio. Un ragazzo che, sognando in grande fin da quando piccolino aiutava il padre Giovanni, venditore ambulante ortofrutticolo, ha raggiunto in soli dieci anni di attività altissimi traguardi, da quello «più alto» nella sua professione al 118 piano del Ritz Carlton Hotel di Hong Kong al più prestigioso della sua carriera, come «bar manager» nel più grande albergo di Tokyo.

Dal 2014, Pietro, ha, infatti, coronato il suo sogno, e oggi si sbizzarrisce con le sue estrose creazioni al Bulgari Hotel Resort, nel quartiere Ginza, il più esclusivo e lussuoso della capitale nipponica. «Qui, nel più elegante e lussuoso bar-ristorante totalmente italiano del Giappone», afferma il bar manager pugliese, in questi giorni in vacanza con la sua famiglia a Rutigliano, «mi occupo più del bar che del ristorante dirigendo circa ventina di persone e preparando anche catering all’estero. Tra gli ospiti che frequentano l’hotel, molti sono industriali, stilisti di moda e manager di successo ma anche italiani. L’11 settembre prossimo avrò il piacere di ospitare nelle sale del lussuoso albergo di Tokyo, il noto disc jockey e compositore barese Nicola Conte, che terrà un concerto ispirandosi alla musica italiana anni sessanta e settanta e alla tradizione jazzistica».

Tra le sue specialità, come «beverage manager mixologist» (miscelatore e creatore di nuovi drink, cocktails, di tendenza): il Dragontini (base vodka con lamponi, lime, liquore di fiori di sambuco, spuma di yuzu, agrume giapponese molto aromatico e basilico, bevanda molto venduta a Hong Kong, al costo di 20 euro). E tra le sue novità di quest’estate: un cocktail che il giovane intraprendente pugliese ha dedicato al figlio Kai Giovanni, di circa otto mesi, nato a Tokyo. Una creazione a base di tequila e lime.

«Come drink estivo - continua Pietro - ho proposto ai miei clienti giapponesi e non solo un gin-tonic aromatizzato alla ciliegia. Faccio seccare le ciliegie, le metto in infusione nel gin per una settimana e poi le filtro. Il risultato è un gin tonic senza zucchero o coloranti, totalmente naturale con frutta di stagione (le ciliegie) che mi ricordano tanto i sapori della mia terra».

Rutiglianese, autodidatta, Pietro Didio, 38 anni, si è sposato con Naomi, una giapponese di Osaka, di professione architetto. Da un piccolo paese del Sud Est barese, dove presto iniziò a lavorare come barman, Pietro ha girato mezzo mondo, da Londra, lavorando come lavapiatti nel miglior ristorante italiano d’Inghilterra «La locanda Locatelli», al Bulgari hotel di Milano, a Hong Kong e infine a Tokyo. Un modello per tanti giovani del Meridione che lavorando sodo e coltivando fino in fondo una passione, possono raggiungere, anche come autodidatti, il sogno della loro vita.

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