GAZZETTA TV Trani, benvenuti al Museo della Macchina per Scrivere: dove le parole tornano a vivere

Dall'omaggio a Olivetti passando alla memoria collettiva, 477 macchine custodite con cura dal cavaliere Natale Pagano raccontano storie di ingegno, cultura e passione: si tratta del primo museo in Italia e del terzo al mondo dedicato alle macchine per scrivere

Graziana Capurso (Video e montaggio Attilio Cucci e Giuseppe Viviani)

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Graziana Capurso (Video e montaggio Attilio Cucci e Giuseppe Viviani)

Sabato 07 Febbraio 2026, 04:22

A Trani esiste un luogo dove la scrittura torna a essere materia viva, memoria e racconto. È il Museo della Macchina per Scrivere, nato dal sogno e dalla visione del Cav. Natale Pagano, imprenditore pugliese ed ex tecnico Olivetti, testimone diretto dello spirito di Adriano Olivetti: un’industria che metteva l’uomo prima del profitto, la cultura accanto alla tecnologia e la comunità al centro di tutto.

Il museo nasce da una passione coltivata fin dai primi anni di formazione di Pagano, quando lavorava nel reparto tecnico della Olivetti e assorbiva l’eredità di una visione industriale unica. Ogni macchina (che si può ammirare in questo scrigno di tesori) è stata salvata nel corso degli anni dall’oblio, restaurata e studiata nel suo ritmo meccanico, per raccontare storie di ingegneria, costume, società e linguaggi che attraversano il mondo.

Oggi la collezione conta 477 macchine per scrivere, tra cui pezzi storici come la Sholes and Glidden del 1873, la Hammond del 1880 con tastiera semicircolare in ebano, fino alla celebre IBM a testina ruotante, tristemente nota per i comunicati delle Brigate Rosse. Ogni macchina non è solo un oggetto, ma strumento di memoria e trasmissione del pensiero, un ponte tra passato e futuro.

Per rendere questa passione fruibile a tutti, la collezione è stata affidata alla Fondazione SECA (Scripture Evolutio Cum Arte – La Scrittura Evoluta con l’Arte), trasformando un tesoro privato in museo aperto alla città e ai visitatori. Il museo è il primo in Italia, il secondo in Europa e il terzo al mondo per importanza, e si propone come uno spazio di incontro, cultura e comunità per grandi e piccini, proprio come avrebbe voluto Adriano Olivetti.

«Questo luogo non racchiude nostalgia – spiega Pagano ai microfono di Gazzetta Tv – ma memoria viva. La macchina per scrivere permette di trasferire il proprio pensiero su un foglio, raccontando chi siamo e da dove veniamo».

Con il decimo anniversario della Fondazione SECA in arrivo ad aprile, il museo si proietta verso il futuro, pronto a trasmettere alle nuove generazioni il valore della scrittura meccanica, intrecciando storia, cultura e innovazione. E presto, con una pubblicazione che ne racconterà l’anima a 360°, questo spazio unico rivelerà al mondo la sua vera essenza: una storia di carattere, di ingegno e di cuore, dove ogni tasto batte al ritmo del pensiero e delle parole che continuano a vivere, nonostante il passare del tempo e l'avvento della tecnologia.

Benvenuti al Museo della Macchina per Scrivere, dove la storia si scrive ogni giorno.

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