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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Il tribunale

Gestione mafiosa delle videolottery, 20 condanne a Bari

L'operazione «Gaming machine» nel gennaio 2020 portò all’arresto di 36 persone

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BARI - Il Tribunale di Bari ha condannato 20 imputati a pene comprese tra i 6 anni e 8 mesi di reclusione, e i 18 mesi di reclusione, e ha assolto altri 6 imputati al termine del processo «Gaming machine», sulla presunta gestione mafiosa delle videolottery a Bari e in provincia, che nel gennaio 2020 portò all’arresto di 36 persone. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di illecita concorrenza con violenza e minaccia e con l’aggravante del metodo mafioso, estorsione, riciclaggio, usura, contrabbando di sigarette e detenzione abusiva di armi clandestine. I fatti contestati risalgono agli anni 2012-2019.
Stando alle indagini di Gico e Scico della Guardia di Finanza di Bari, coordinate dal procuratore facente funzione Roberto Rossi e dalla pm della Dda Bruna Manganelli, l’imprenditore barese Baldassarre D’Ambrogio (già condannato con rito abbreviato a 7 anni e 8 mesi di reclusione), socio di fatto di società e sale giochi, usufruendo della fama criminale dello zio pregiudicato Nicola D’Ambrogio, tra i reggenti del clan Strisciuglio (oggi condannato alla pena di 6 anni), avrebbe gestito per anni in modo quasi monopolistico il mercato delle videolottery sull'intero territorio. Condannate anche le mogli dei due D’Ambrogio, Antonella Pontrelli e Maria Cantalice, rispettivamente a 3 anni e a 5 anni di reclusione. L’accusa è di aver fatto accordi con i vertici dei clan mafiosi di Bari e provincia per «compiere atti di concorrenza sleale imponendo una posizione dominante nel mercato dei videopoker e di altri apparati da intrattenimento elettronici», attraverso «la minaccia e l’assoggettamento omertoso».
Nel processo erano imputati, e sono stati condannati, anche i pregiudicati baresi, affiliati a diversi clan mafiosi della città, Vito Valentino (6 anni di reclusione), Giuseppe Capriati (5 anni), Vincenzo Anemolo (6 anni), Domenico Capodiferro (4 anni e 4 mesi), Vito Antonio Catacchio (5 anni).

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