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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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La denuncia

Scuole a Bari, scatta l’allarme per gli insegnanti «novax»

Una docente indignata: «Qualche collega propugna teorie assurde»

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BARI - Al De Nittis-Pascali solo uno, ma che probabilmente verrà vaccinato quando ci saranno i richiami. Al Convitto Cirillo la percentuale è più alta: circa il 5% contando insieme corpo insegnanti e personale Ata. Alla scuola Mazzini alcuni che non erano riusciti a vaccinarsi alla prima chiamata, hanno aderito con il richiamo.
È variegato il pianeta del personale scolastico «novax», di quanti, cioè, hanno scelto di non vaccinarsi, almeno alla prima chiamata. E, in vista della campanella che a settembre dovrebbe tornare a suonare tuttii giorni regolarmente, risuona anche un campanello d’allarme. Anche se è difficile fare numeri complessivi: le scuole hanno consegnato alla Asl gli elenchi di quanti si sarebbero presentati per ricevere la dose, ma non c’è una percentuale complessiva di coloro che, per sfiducia o problemi di fragilità, non hanno ancora fatto il vaccino.

«Tra gli insegnanti e il resto del personale di nidi e scuole materne comunali non si contano defezioni. Tutti hanno già ricevuto la prima dose di vaccino AstraZeneca - dice Davide Pellegrino, direttore generale del Comune - In alcuni casi e secondo il giudizio medico ci sono stati vaccinati con Pfizer. Contiamo che alla fine della campagna tutti avranno completato il loro ciclo. Al momento sono in corso i richiami».
Gli insegnanti sono stati tra le categorie professionali che per prime, subito dopo il personale sanitario, sono state coinvolte nella campagna vaccinale, una scelta che ha animato un forte dibattito. Tra i docenti non sono mancate voci di quanti rifiutavano l’ipotesi. Uno scetticismo alimentato dal blocco, per alcuni giorni, del vaccino AstraZeneca che inizialmente veniva somministrato agli under 60 (forze di Polizia e, appunto, personale scolastico) e poi, con un cambio di rotta, agli over 60.

«C'è stato un momento in cui le chat tra colleghi erano particolarmente bollenti - racconta una docente di lettere che preferisce mantenere l'anonimato - Lo stop che fu imposto alla somministrazione del vaccino alimentò le ipotesi più fantasiose di complottisti di ogni genere. Sinceramente ne sono rimasta così nauseata da cancellarmi da quelle chat. Per quella che è la mia esperienza sul campo, i colleghi novax ci sono e in un numero anche sottostimato. Il non obbligo di vaccinarsi ha dato fiato a tutta una serie di docenti che hanno voluto cavalcare l'onda di teorie a dir poco fantasiose. La cosa incredibile è che nella stragrande maggioranza sono insegnanti di materie scientifiche. Si ergono ad “esperti”, usano paroloni per mascherare la loro assoluta ignoranza. La mia scuola ha completato i richiami la scorsa settimana e io ero in prima fila. Non ho avuto alcun problema e un paio di giorni dopo ne parlavo con una collega proprio fuori dalla scuola. Siamo state praticamente aggredite verbalmente da un collega novax. Ci ha accusate di farci avvelenare, che eravamo marionette nelle mani dello Stato. Io farmi avvelenare? E detto da chi fuma? Trovo questo tipo di incoerenza insopportabile. Sinceramente non escluderei dall'insegnamento i colleghi novax in quanto tali, ma perché si dimostrano così ottusi. Poi dicono che noi insegnanti di lettere siamo inutili. E questi pseudo laureati in materie scientifiche cosa insegnano ai ragazzi?».
Il problema dei docenti che non si sono voluti vaccinare oggi può apparire marginale nei numeri, ma ha in sé un pericolo: specie gli insegnanti di nidi, scuole materne ed elementari si confrontano con bambini che non avranno copertura vaccinale. E che, nel caso dei più piccini, non indossano le mascherine. Possono quindi essere esposti agli attacchi virali, con una risposta immunitaria ancora tutta da valutare.

La Regione Puglia ha approvato una legge che prevede l'obbligatorietà vaccinale per il personale sanitario, se da settembre (con la ripresa scolastica a pieno ritmo) ci dovesse essere anche solo un caso in cui un insegnante novax trasmette il virus ad uno studente, la questione si potrebbe trasferire in un’aula di tribunale e quella legge, varata per altre categorie professionali, essere estesa. Ipotesi, naturalmente, ma possibili, se di mezzo ci va la salute di bambini e ragazzini. Oltre alla frequenza delle lezioni in sicurezza.
La vaccinazione di massa serve proprio a garantire una immunità a tutela di chi non si può vaccinare: se il principio cade e si permette a egoismi e sciocchi pregiudizi di avere la meglio, si mette a rischio il concetto stesso di comunità, la base stessa del vivere civile.
Tra Bari e provincia si contano oltre 1540 istituti scolastici, ammesso che ci sia solo un docente novax ogni due istituti, significherebbe 770 non vaccinati in giro. Chi rifiuta la dose è una minoranzama in vista della riapertura di settembreanche pochi casi rappresentano un problema

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