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La curiosità

Il dialetto si trasforma in luce e accende le vie del borgo antico di Palo del Colle

Il dialetto si trasforma in luce e accende le vie del borgo antico di Palo del Colle

Installazione in via Vespucci dove si inaugura la Biblioteca di Comunità

23 Gennaio 2021

Leo Maggio

BARI - L’occasione è stata la giornata nazionale del dialetto. L’obiettivo, invece, quello di avvicinarsi con una serie di iniziative all’inaugurazione della «Biblioteca di Comunità» in programma il prossimo mese nei locali seminterrati di Palazzo San Domenico. Per questo l’altra sera, in via Vespucci, su iniziativa dell’amministrazione comunale, è comparso un curioso allestimento a luci led riportante la scritta «U vodit», uno degli idiomi tipici del dialetto locale.

«Si tratta di un termine molto usato – spiega l’assessore alla cultura Sabrina Piccininni - indica “stupore”, “meraviglia”, “attenzione”. Prima di realizzarla abbiamo ascoltato ciò che ne pensavano le persone delle diverse fasce generazionali e la parola più gettonate è stata proprio quella».
L’assessore non esclude la possibilità che, nei prossimi giorni, altre frasi tipiche del dialetto locale illumineranno le vie del borgo antico.

«Non sveliamo altre sorprese – prosegue l’assessore - il dialetto è l’essenza di un territorio e di chi lo vive. Il dialetto fa parte della nostra cultura. Non si può progredire senza la consapevolezza della propria storia».
L’unica certezza, al momento, è che proprio via Vespucci, la stradina del dialetto, tra qualche settimana condurrà alla tanto attesa Biblioteca di Comunità nei locali seminterrati di Palazzo San Domenico, sede del Municipio cittadino, la cui inaugurazione è prevista a febbraio. «Sarà il luogo di culto, il cuore della nostra cultura» aggiunge la Piccininni.

Con l’arrivo della Biblioteca di Comunità, infatti, anche Palazzo San Domenico diventerà «smart», trasformando nel solco dell’innovazione una superficie complessiva di circa 400 mq tra via Alfieri e via Vespucci, nel cuore del borgo antico.
Oltre al restauro e risanamento conservativo dei locali, infatti, il progetto consentirà il restyling completo del palazzo comunale con la realizzazione di una sala polifunzionale e conferenze, booking shop, sale laboratorio e di fruizione. Circa 880mila euro il costo dell’operazione finanziata due anni fa dalla Regione Puglia nell’ambito del bando «Community Library».
Una boccata d’aria per l’enorme patrimonio librario contenuto nella vecchia sede della biblioteca cittadina intitolata a monsignor Gian Matteo Giuliani, che conta oggi più di 50mila unità bibliografiche. Attualmente situata in una struttura della scuola elementare di viale Della Resistenza che, però, non basta a contenere e conservare il gran numero degli antichi volumi custoditi.

Tra le altre cose, infatti, prezioso e raro è il «fondo antico» della biblioteca, costituito da manoscritti, incunaboli e cinquecentine e pergamene del 1600 e 1700 che riproducono diplomi di laurea in medicina, giurisprudenza e teologia dell’Università di Napoli.
La biblioteca custodisce anche gli atlanti geografici del Settecento di Onofrio Bonghi, con incisioni rare e un manoscritto musicale membranaceo del XII secolo. Molto ricca è anche la sezione di interesse locale, che raccoglie i codici diplomatici baresi della chiesa di San Nicola di Bari e il catasto onciario del 1600.

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