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BARI - Ha vinto una sfida con se stesso. È bella la storia di Michele Continisio, 25 anni, fresco di laurea in odontoiatria e protesi dentaria all’Università di Roma «La Sapienza». Non un traguardo come tutti gli altri. Il giovane altamurano convive da bambino con un problema grave di sordità ma questo non lo ferma, anzi ci sono altri traguardi.

Un grande esempio. Niente è impossibile se con testa e cuore ci si concentra sull’obiettivo. Quella di Continisio è una vicenda di speranza e di positiva testardaggine perché dimostra che a fronte di una limitazione fisica non si è disabili (o diversamente abili, come si suol dire) ma in realtà si è «super abili». Perché fare ciò che per gli altri è normale richiede una forza maggiore.
Michele non ha problemi a raccontarsi proprio perché il messaggio che lancia è di credere sempre fortemente che la vita non si ferma davanti a un handicap. «A causa di errate e incomplete indagini diagnostiche - dice alla - la patologia è stata definita in ritardo, all’età di circa 3 anni, come ipoacusia sensoriale bilaterale grave o, per dirla comunemente, come sordità profonda. Grazie alla costante presenza della mia famiglia, alla perseveranza e al loro non mollare mai, è stato seguito un iter terapeutico che prevedeva protesi acustiche con logopedia tutti i giorni fino a 20 anni».
Continua: «All’inizio non volevo affrontare una figura che trovavo estranea - aggiunge ,- poi l’ho accettata. E poi ho avuto sempre al mio fianco mia madre che svolgeva un ruolo di “logopedista privata in casa”. Quanti viaggi ho fatto da Altamura a Bari, per passare infinite ore per pronunciare una “s“, una “z“, una “r“, che purtroppo non uscivano dalla mia bocca». Poi si è immerso nello sport che «è stato motivo di inclusione, crescita e confronto costruttivo con le altre persone», allenandosi e giocando con la asd «Avanti Delfini Altamura». Poi l’università. Percorso lineare, di grandi soddisfazioni e il meritato titolo di dottore. Prossimo passo l’abilitazione e l’iscrizione all’Ordine dei medici per poi mettersi «a disposizione della salute delle persone». Nel frattempo frequenta uno studio odontoiatrico a Roma.

Libera professione e sport andranno sempre a braccetto. L’altro sogno, infatti, è la nazionale della Federazione sordi sportivi italiani (Fssi). Continisio fa parte di una squadra di futsal (calcio a cinque) costituita interamente da ragazzi non udenti, oralisti e segnanti. «Per me è stata una nuova sfida - dice -, ho seguito una terapia prettamente oralista con la presenza di una logopedista senza conoscere la lingua italiana dei segni. Grazie a loro ho scoperto una nuova lingua, che si aggiunge al mio bagaglio di conoscenze insieme all’inglese, ed è parte di me».
Gioca nella capitale nella «DeafSpqr» in piena lotta per una promozione in C2. Stanno arrivando pure i primi allori sul campo. E c’è quella maglia della nazionale da inseguire. «È il mio obiettivo - confessa -, sarei orgoglioso di indossare la maglia azzurra per portare il verde, il bianco e il rosso sul gradino più alto possibile».
Una vita che è un insegnamento per tutto. «I limiti - conclude Michele Continisio - sono solo nella nostra testa, seppur il contesto circostante non ci aiuta».

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