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Il sindaco è intervenuto al tavolo territoriale che si occuperà degli aspetti legati all’impatto che avrà sulla città il nuovo insediamento giudiziario, tra i quali viabilità e parcheggi

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BARI - «Entro la fine del mio mandato vorrei vedere, se non la inaugurazione, almeno la realizzazione del Polo della Giustizia, che vorrei si chiamasse Parco della Giustizia, una grande area verde con all’interno i diversi edifici per gli uffici giudiziari». Lo ha detto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenendo alla prima riunione, nel Comune di Bari, del tavolo territoriale sull'edilizia giudiziaria che si occuperà degli aspetti legati all’impatto che avrà sulla città il nuovo insediamento giudiziario, tra i quali viabilità e parcheggi.
Il sindaco ha chiesto «come auspicio e richiesta esplicita» tempi certi sulla costruzione, entro quattro anni, e poi di fare di quell'area «un grande parco, ampliando le aree a verde, all’interno del quale costruire gli edifici giudiziari». All’incontro, presieduto dal direttore generale del Comune, Davide Pellegrino, hanno partecipato dirigenti e tecnici dell’Agenzia del Demanio, l’ente che dovrà realizzare l’opera, del Ministero della Giustizia e del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, che fa parte del Ministero delle Infrastrutture.

Al tavolo sono state presentate le caratteristiche dell’area sulla viabilità, sulla capacità di parcheggio ed esaminata la rete dei servizi. Tutti sono stati concordi nel ritenere che «non sussistono ostacoli alla realizzazione di questo progetto». Unica criticità evidenziata è stata quella relativa al collegamento con le ferrovie, tuttavia superabile grazie all’ipotesi già avanzata dall’amministrazione comunale di attivare navette dedicate. Ora si attende la riunione del 30 marzo nella sede del Ministero della Giustizia che dovrà validare lo studio di Invitalia, finanziato un anno fa dalla Città metropolitana di Bari, che contiene il piano esigenziale.

LE «RICHIESTE» - Stando a quella analisi dei fabbisogni, stilata su indicazione dei capi degli uffici giudiziari baresi, l’opera dovrebbe avere una superficie di circa 110-130mila mq. Sulla base di questi numeri dovrà essere predisposto il bando per il progetto. I fondi già stanziati dal Ministero, circa 94 milioni di euro, dovrebbe essere sufficienti a finanziare l’intero progetto e almeno il primo lotto, che dovrebbe accogliere gli uffici penali, al momento i più penalizzati dopo lo sgombero per rischio crollo del Palagiustizia di via Nazariantz e il trasferimento nella ex torre Telecom al quartiere Poggiofranco, con spazi più ridotti.

I PENALISTI SCRIVONO A BONAFEDE - I penalisti baresi chiedono certezze su tempi e costi di realizzazione del Polo della Giustizia. Lo fanno con una lettera indirizzata al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e sottoscritta dal presidente della Camera penale di Bari, Guglielmo Starace, consegnata ai tecnici di via Arenula in occasione del tavolo territoriale sul Polo della Giustizia, riunitosi oggi nel Comune di Bari. Nella missiva i penalisti evidenziano «la gravissima inadeguatezza della struttura» di via Dioguardi, che ospita provvisoriamente Procura e Tribunale penale, e «la perdurante situazione di emergenza degli uffici giudiziari baresi». Per gli avvocati la realizzazione del Polo unico rappresenta «il raggiungimento di un obiettivo per cui continuiamo quotidianamente a soffrire non soltanto quali operatori del settore giudiziario, ma anche e soprattutto quali cittadini di uno Stato che non riesce in questa terra ad esercitare il potere giudiziario con la giusta dignità». Al guardasigilli i penalisti rivolgono otto precise domande, sulle risorse attualmente disponibili, sulla stima dei costi complessivi, sul cronoprogramma e quindi sui tempi di consegna della nuova opera. «Interrogativi - dicono - tesi a ricevere rassicurazioni sull'immediato futuro».

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