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Regionali, le civiche emilianiste con Pisicchio, Maurodinoia e Stea: «Noi più forti di Fitto»

Regionali, le civiche emilianiste con Pisicchio, Maurodinoia e Stea: «Noi più forti di Fitto»

Le manovre delle coalizioni: vinceremo noi il derby Bari-lecce

24 Dicembre 2019

Michele De Feudis

BARI - Il centrosinistra di estrazione civica affila le armi (politiche) in vista del possibile derby di primavera per le regionali tra il progressista Michele Emiliano (deve vincere però le primarie) e il conservatore Raffaele Fitto.
«Sarà una sfida interessante, un confronto tra il nostro buon governo e il passato. Fitto è il passato? Ha rappresentato un pezzo di forma di governo abbastanza tradizionale. Emiliano rappresenta il nuovo»: è questa la lettura dell’assessore regionale Alfonso Pisicchio, animatore di “Senso civico”. C’è chi parla di derby Bari-Lecce: «Il fattore territoriale? La provincia più grande è quella di Bari, con un milione di elettori. Qui Emiliano dovrebbe essere favorito», taglia corto. «Fitto calamita centrista? Siamo in una fase nella quale le etichette del novecento sono evaporate. C’è un linguaggio diverso e una nuova rappresentazione della politica. Moderati e centristi sono formule desuete. Ci sono le sardine, cresce il civismo: non si può ragionare con la testa rivolta alla Prima Repubblica», puntualizza ancora Pisicchio. «Qualsiasi rivale sarà da rispettare. Spero invece di vivere una sfida non personalistica: si discuta sui contenuti, per aiutare i cittadini a scegliere tra meno politiche più fatti concreti».

Emilianista doc è Anita Maurodinoia, consigliere regionale indipendente nelle liste Pd: «Michele ha operato bene e continuerà a essere il governatore della Puglia. Fitto ha un percorso antico, conosce la macchina: è un bel rivale del centrodestra. Per ora è Emiliano a prendere pezzi dal centrodestra: non credo che ci sia una controtendenza. Molti moderati si sono avvicinati a Emiliano». Poi lo scontro tra baresità e salentinità: «Emiliano farà il pieno nel Barese, Fitto ha gli uomini del suo esercito, ma ai baresi piace avere alla Regione un proprio presidente». La Maurodinoia, infine, annuncia: «La mia lista Sud al centro? È un neonato della politica e non può presentare ancora una forza a livello regionale. Sono nel gruppo del Pd e credo di meritare la ricandidatura nella lista dem».
Sostiene il civismo alleato della sinistra l’assessore regionale Gianni Stea, di Puglia popolare: «Tutte le volte che sono stati riproposti candidati già ko in consultazioni elettorali - come Simone Di Cagno Abbrescia a Bari - è stato un flop. La ricandidatura di Fitto è un azzardo». Poi uno sguardo nella coalizione avversaria: «Tutti aspettano l’Emilia Romagna. Se il risultato è favorevole al centrodestra l’opzione Fitto salterà: la Lega vorrà un proprio candidato. La partita su Fitto non è chiusa del tutto… Con il vento in poppa, i leghisti sono convinti di vincere con un proprio uomo». Stea crede nel potere coalizzante di Emiliano: «Non è il Pd o la sinistra a far vincere Emiliano: essenziale resta il mondo civico. Sono convinto che i Popolari per Emiliano - Puglia popolare più Udc - avranno successo. Il fattore territoriale conta. I voti del Barese saranno determinanti per far vincere Emiliano». In futuro Puglia popolare potrebbe confluire in un contenitore centrista: «Magari si chiamerà i I Popolari d’Italia, con un ruolo importante per il premier Giuseppe Conte, un vero democristiano», chiosa Stea.

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