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«La Regione Puglia è disponibile a mettere in campo tutti gli strumenti e le risorse necessarie per realizzare nuovi investimenti ma a condizione che gli esuberi siano pari a zero. A dirlo è Domenico De Santis, membro della task force regionale sull’occupazione intervenendo al presidio dei lavoratori della Bosch davanti ai cancelli della fabbrica, in rappresentanza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

«Siamo sconcertati e arrabbiati – aggiunge De Santis - come Regione abbiamo finanziato diverse volte questo impianto produttivo, se mettiamo soldi pubblici non possono esserci esuberi». Sono infatti seicentoventi i posti di lavoro a rischio nello stabilimento barese leader storico nella produzione di pompe per sistemi common rail. Numeri drammatici, ribaditi nel pomeriggio sul tavolo della crisi convocata sui tavoli romani del Mise.

Lo stesso Leo Caroli, il presidente della task force regionale sull’occupazione, ha espresso la sua «preoccupazione» confermando però la volontà della Regione di cofinanziare con i propri strumenti di sostegno il progetto industriale di rilancio».

Intanto, davanti ai cancelli dello stabilimento, il presidio dei lavoratori in sciopero si nutre della solidarietà delle maestranze giunte in rappresentanza delle altre fabbriche della zona industriale di Bari. «Mancano investimenti e un progetto di prospettiva industriale – ribadisce Enzo Lopassio Rsu Uilm Uil - l’Europa ci manda dei messaggi chiari sul futuro dei diesel. Abbiamo bisogno di un piano di riconversione, la lotta inizia qui per mandare un messaggio alla Germania e al governo nazionale».

L’agenda si infittisce di incontri. A breve sarà convocato un tavolo sindacale presso la Regione mentre dagli uffici di via Capruzzi è già operativo un filo diretto nazionale con il ministro agli affari europei Enzo Amendola e con il ministro agli affari regionali Francesco Boccia. «Nei prossimi giorni incontreremo il viceministro all’economia Antonio Misiani – spiega De Santis – qui è discussione tutta la partita del diesel in Europa. Come Regione vogliamo dire la nostra e cercare di capire insieme come lo stabilimento barese potrà continuare a produrre».

Secondo De Santis, infatti, la Regione Puglia ha a disposizione numerose misure per la formazione del personale e le innovazioni produttive che possono essere implementate sia con le società in house della Regione, come Puglia Sviluppo sia con l’intervento della task force per l’occupazione.

«Su questa vertenza saremo in prima linea sia a livello istituzionale che politico – ribadisce De Santis - non solo per gli alti livelli occupazionali che fanno della Bosch il secondo stabilimento pugliese dopo l’Ilva ma anche per il suo ruolo strategico». Tra i lavoratori in sciopero arriva Franco Busto, segretario generale Uil Puglia che non fa sconti alla casa madre tedesca: «In questa azienda abbiamo fatto di tutto per salvare il lavoro e ora non possono venire a dirci che ci sono 620 esuberi. Bosch Bari è diventata leader mondiale nella produzione di common rail e il diesel è stato rivoluzionato proprio con le scoperte fatte qui – sottolinea Busto - sappiamo bene che l’automotive sta vivendo una situazione particolare ma in questi anni, da parte dei lavori, c’è stata la dimostrazione che qui si può fare impresa e si può fare bene».

Andrea Toma segretario regionale Uil industria, punta il dito contro il governo invitandolo ad una maggiore incisività: «Deve avere una visione globale dell’automotive – incalza - non possiamo accettare che il futuro di questo stabilimento sia deciso all’estero. Facciamo di Bari un polo tecnologico all’avanguardia – conclude - le nostre automobili camminano proprio grazie a prodotti industriali realizzati qui».

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