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La decisione

Bari, venerdì sciopero per il clima: stop alle auto in 3 quartieri

Bari, venerdì sciopero per il clima: stop alle auto in 3 quartieri

La giunta Decaro approva la dichiarazione di emergenza climatica

25 Settembre 2019

Antonella Fanizzi

Dietro lo striscione «Cambiamo il sistema ma non il clima» non ci saranno soltanto migliaia di studenti delle scuole superiori e gli universitari. Ci saranno anche assessori, esponenti dei partiti, lavoratori, sindacati, associazioni come Libera, Greenpeace Legambiente, Arci. Giovani e adulti, privati cittadini e rappresentanti delle istituzioni insieme in difesa del pianeta.
Il terzo sciopero per il clima, in programma a Bari e nelle altre città italiane il 27 settembre, farà scendere per strada tutti coloro che hanno sposato la battaglia promossa dalla 16enne attivista svedese Greta Thunberg, che ha ispirato la nascita dei movimenti ambientalisti in tutto il mondo.

Saranno però inevitabili i disagi per il traffico. Per consentire il regolare svolgimento della manifestazione, il comandante della Polizia locale, Michele Palumbo, ha firmato un’ordinanza per limitare la sosta. Dalle 5 di venerdì fino alle 13 e, comunque, fino al termine delle esigenze, non si potrà parcheggiare su via Fiume e su viale Einaudi, nel tratto di complanare compreso tra viale della Costituente e viale della Resistenza.

Dalle 9 relativamente al passaggio del corteo, è istituito il divieto di transito su questo percorso: via Sordi, corso Cavour, via Carulli, piazza Luigi di Savoia, sottopasso Duca degli Abruzzi, via Capruzzi, via Oberdan, via Caldarola, ponte San Pio, via Omodeo, via Fanelli, via Di Vittorio, Largo 2 Giugno, viale della Costituente, complanare di viale Einaudi, Parco 2 Giugno. Il corteo passerà davanti al cantiere della Fibronit, l’ex fabbrica della morte, dove sono in corso gli interventi di riqualificazione.
la dichiarazione di emergenza climatica Su sollecitazione del Bari Fridays for future - che venerdì presenterà al sindaco Antonio Decaro una piattaforma di richieste che contiene gli impegni che l’amministrazione comunale dovrebbe assumere per rendere la città più verde attraverso la riduzione del consumo di suolo, meno inquinata con il potenziamento di autobus e poste ciclabili - la giunta ha approvato una dichiarazione di emergenza climatica.

«Oggi più che mai - commenta il sindaco - è tempo di impegnarci in prima persona per dare un segnale forte per promuovere e realizzare iniziative che hanno l’obiettivo di salvaguardare il futuro del nostro pianeta. Come amministrazione comunale intendiamo farlo concretamente mettendo in campo azioni e politiche che prevedano la riduzione delle emissioni e degli agenti inquinanti e l’introduzione di energie rinnovabili finalizzate a raggiungere una maggiore sostenibilità ambientale nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico, del trasporto pubblico locale e della pianificazione urbana. Per questo la città di Bari, sulla scia di analoghe iniziative intraprese in altri Comuni italiani, ha dichiarato lo stato di emergenza climatica. In questa battaglia che ci riguarda tutti e che chiama in causa il nostro futuro, ciascuno deve fare la propria parte, e qui a Bari sappiamo di poter contare sull’aiuto e sullo stimolo provenienti dal movimento studentesco, dall’associazionismo e dalle esperienze più avanzate di cittadinanza attiva che in questi anni hanno affiancato, e a volte anticipato, l’amministrazione comunale con azioni di trasformazione urbana sostenibili e innovative».

Il provvedimento approvato dalla giunta impegna l’amministrazione comunale a dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale; a predisporre iniziative che vadano nella direzione della riduzione delle emissioni e per la promozione delle energie rinnovabili, per incentivare il risparmio energetico nei settori della pianificazione urbana, nella mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, nella riforestazione urbana; a intensificare il coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni nel processo di individuazione delle criticità ambientali e nella loro soluzione; a farsi parte attiva presso il Governo e la Regione perché prendano provvedimenti analoghi.

Domenica scorsa gli attivisti che, per spiegare le motivazioni della protesta sono saliti sul palco della Fiera del Levante durante la cerimonia di chiusura. Nella lettera indirizzata al presidente della Fiera, Alessandro Ambrosi, si legge: «Le istituzioni non possono continuare a utilizzarci come fatto di folklore, né per lavarsi la coscienza e sottrarsi alla responsabilità a cui le chiamiamo, qui ed ora. Lanciare un hashtag è cosa di poco conto se non affiancata da altro (...). Vorremmo anche sapere quanta energia alternativa per tenere in piedi una Fiera sia stata utilizzata. Questa Fiera, dal fatiscente animo ambientalista, di ecosostenibile non aveva nulla. Ci siamo sentiti usati per fare bella figura».

«Il confronto con la delegazione barese di Fridays for Future è nato con lo scopo di avviare un percorso di arricchimento reciproco e di impegno comune, sui temi della crisi climatica. Di comune accordo con le ragazze e i ragazzi di FFB Bari si è deciso di lavorare in sinergia su azioni di sensibilizzazione e divulgazione». E ancora: «Quanto accaduto in ogni caso non cambia l’impegno del Presidente Alessandro Ambrosi a lavorare per una Fiera sempre più sostenibile e a sostenere le istanze della delegazione di Fridays for Future, restando in ascolto e confidando in una interlocuzione diretta, leale e armonica».

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