Martedì 28 Gennaio 2020 | 23:11

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Bari, sparita dal decreto «Salva-Ilva» la mobilità per gli ex Om

Niente ammortizzatori sociali: c’erano nella prima stesura

vertenza Om carrelli

Il mistero del decreto scomparso. Mancava solo il giallo a condire gli otto anni di sofferenza nella lunga vertenza ex Om Carrelli. Un giorno si crede di aver ottenuto un minimo di ossigeno, con altri 12 mesi di ammortizzatori sociali per i 156 lavoratori ancora in mezzo al guado, e il giorno dopo si scopre che l'articolo 12 del decreto legge 101/2019 invece non c’è e di conseguenza non c’è nessun sostegno. Proprio come nei thriller al cardiopalma, quando si pensa di essere ormai al sicuro, ecco che il mostro riemerge dalle tenebre.

A questo punto serve un riassunto perché in questa storia così intricata è difficile perdersi. La sera del 3 settembre il presidente della Repubblica Mattarella firma uno degli ultimi decreti messi in piedi dal vecchio governo: «Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali».

Conosciuto ai più come «Salva Ilva», nel secondo capo del decreto, approvato in consiglio dei ministri, si fa riferimento alla situazione pugliese vissuta dagli ex Om. Con precisione all'articolo 12, scritto quasi manualmente da Leo Caroli e il suo staff della task force regionale per il lavoro, e dove si dettaglia a norma di legge come «a costo zero per lo Stato» e grazie a fondi specifici regionali, era possibile concedere in deroga per altri 12 mesi gli ammortizzatori sociali ai lavoratori ex Om.

L'articolo aveva ricevuto l'appoggio sia dell'allora ministro per il Sud, Barbara Lezzi, sia dello stesso ex ministro per il lavoro, Luigi di Maio.

«Quando la sera del 3 settembre ho sentito al telegiornale che il presidente Mattarella aveva firmato il decreto mi sono messo a piangere per l'emozione e la felicità – racconta Domenico De Santis, uno dei più stretti collaboratori del presidente Emiliano -. Ecco perché sulla mia pagina facebook ho pubblicato un post che dava a tutti la notizia: “Ci saranno gli ammortizzatori sociali per i lavoratori Selectika - ex Om nel 2019. Il Presidente della Repubblica ha appena firmato il decreto e domani verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Grazie al lavoro del Presidente Michele Emiliano, Leo Caroli, alle confederazioni e alle categorie dei metalmeccanici di Cgil Puglia, UIL Puglia, Cisl Puglia, Antonio Decaro”, era il mio grazie corale a tutti, mi è partito dal cuore».

Una emozione che ha contagiato i lavoratori per primi, che senza fare troppi salti di gioia hanno però tirato un sospiro di sollievo: per un altro anno potevano contare su un sussidio che per quanto piccolo (si calcola mediamente attorno alle 500 euro mensili) poteva garantire un qualcosa in più.

«Noi puntiamo a quando potremo riprendere a lavorare – spiegavano i lavoratori il giorno dopo l'annuncio della notizia -. Dopo tanti anni siamo stanchi di sussidi che sanno più di elemosine che altro. Abbiamo dovuto ingoiare umiliazioni su umiliazioni, chiediamo di poter riavere la nostra dignità. Grazie ad ogni modo a tutte le Istituzioni che non ci hanno mai abbandonato».

E invece no. Perché controllando il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, l'articolo 12 non fa alcun cenno agli ex Om, anzi in tutto il decreto non se ne fa menzione.

«Io ho avuto il decreto firmato – spiega Leo Caroli –, ma conoscendolo a menadito non sono stato a controllare il documento che mi era stato consegnato. Mi sono fatto prendere dalla felicità e basta. Quando me ne sono accorto sono rimasto sbalordito.

Mai vissuto una storia simile. Tra i 16 articoli che compongono il decreto è stato aggiunto il 5, “Misure urgenti in materia di personale INPS”, che non era nel testo approvato in consiglio dei ministri ed è stato fatto sparire quello che riguardava la situazione ex Om. Mi viene da pensare che una ignota “manina” abbia fatto il colpo, approfittando della confusione tra crisi di governo e cambio di guardia. È sicuramente uno scandalo che umilia ulteriormente i lavoratori e tutti quelli che si sono impegnati per rendere possibile questa continuazione degli ammortizzatori. Ho sentito personalmente il ministro Francesco Boccia, che da pugliese conosce benissimo la situazione, e che si è immediatamente messo a disposizione, inoltre ho scritto di mio pugno una lettera a lui e alla presidenza della Giunta regionale, per chiedere con urgenza che si trovi una soluzione. Questa saga dell'ex Om sembra non finire mai».

Come canta Venditti: «E quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita», anche se ormai di salite e discese stile montagne russe gli Om ne stanno vivendo un po' troppe e tutte per responsabilità non loro.

«Sembra di vivere una sorta di “maledizione” - sottolinea De Santis -. Stiamo cercando di capire cosa sia successo, ma ora è più importante trovare una soluzione. Il Governo, che abbiamo immediatamente investito della questione, si è mostrato disponibile, spero che entro la prossima settimana si possa inserire l'articolo scomparso in un nuovo decreto, ma a questo punto vorrei evitare di mostrarmi troppo fiducioso».

E se da una parte si lavora per trovare una soluzione, ancora non si sa bene chi sia l'assassino. Finchè non si trova un responsabile, il giallo non si può dire veramente risolto. Chi ha modificato il testo all'ultimo minuto e senza che nessuno se ne accorgesse? «Abbiamo presente la famosa frase di Trapattoni: “Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco”? - chiosa De Santis – Ecco qui è sparito proprio il sacco».

LE PAROLE DEL MINISTRO BOCCIA - «La Regione Puglia mi ha tempestivamente avvertito e stiamo valutando con Palazzo Chigi cosa possa essere successo». Così il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia (Pd), ha risposto ai giornalisti a Bisceglie sul decreto imprese che contiene la norma Salva Ilva ma che, contrariamente al previsto, non comprende la proroga degli ammortizzatori sociali per i 156 lavoratore della ex OM Carrelli di Modugno (Bari).

«Il testo che era stato licenziato e che era oggetto di trasformazione in norma - ha aggiunto Boccia, a Bisceglie per la maratona digitale Digithon - prevedeva quella disposizione e in queste ore stiamo verificando, sicuramente interverremo».

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