Giovedì 19 Settembre 2019 | 10:26

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Il protocollo

Uffici giudiziari nelle ex Casermette di Bari: verso l'intesa

Il nuovo protocollo sarà firmato il prossimo 28 maggio con, tra gli altri, il ministro Alfonso Bonafede e il sindaco di Bari Antonio Decaro

Tribunale, toga

Un nuovo protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia stabilirà tempi e modi della definitiva realizzazione nelle ex Casermette di Bari degli uffici giudiziari. L’annuncio arriva direttamente dal Ministero della Giustizia che, con una nota inviata al Comune di Bari, convoca a Roma il sindaco, Antonio Decaro, per «procedere alla sottoscrizione di un rinnovato protocollo rispetto a quello" sottoscritto il 25 gennaio 2018 con l’allora ministro Andrea Orlando «al fine - dice il Ministero - di programmare la definitiva sistemazione degli uffici giudiziari di Bari presso l'area di proprietà demaniale delle ex Caserme Milano e Capozzi».


Il nuovo protocollo sarà firmato il prossimo 28 maggio con il ministro, Alfonso Bonafede, il sindaco Decaro, il direttore dell’Agenzia nazionale del Demanio, Riccardo Carpino, e il provveditore interregionale per le Opere Pubbliche Campania-Molise-Puglia-Basilicata, Roberto Daniele. Nella nota del Ministero, annunciando l’invio di una bozza di protocollo, si evidenzia che alle «esigenze dell’edilizia degli uffici giudiziari baresi» il ministro Bonafede «ha prestato costante attenzione sin dall’inizio del suo dicastero».
Bonafede venne a Bari per la sua prima visita ufficiale da ministro il 7 giugno 2018, mentre le udienze si celebravano in una tendopoli allestita nel cortile dell’ex Palagiustizia di via Nazariantz (poi definitivamente sgomberato a dicembre) a causa della dichiarata inagibilità per rischio crollo dell’edificio. Attualmente la giustizia penale a Bari è suddivisa in otto diverse sedi a Bari e in Provincia, in attesa della sede unica nelle ex Casermette, che accoglierà anche gli uffici civili.

SISTO: DECARO SENZA PUDORE - «Decaro senza pudore. Dopo aver lasciato andare a rotoli la situazione degli uffici giudiziari baresi, ora concorda con il Ministero della Giustizia un incontro per la loro sistemazione definitiva (presunta) nelle ex Casermette, guarda caso due giorni dopo il voto». Lo dichiara il deputato e coordinatore di Forza Italia per Bari e provincia, Francesco Paolo Sisto.
«L'inutile firma di un nuovo protocollo, sempre d’intesa - prosegue - è più un rito autocelebrativo del sindaco di Bari pro tempore che un atto per la città. In altre parole, Decaro continua a prendere in giro i baresi, che sottovaluta e non rispetta, esattamente come ha sempre fatto negli ultimi 5 anni», conclude.

DECARO: SISTO HA AVUTO UN COLPO DI SOLE - «L'onorevole Sisto ha avuto un colpo di sole primaverile. Ma è colpa di Decaro. Per Sisto qualsiasi cosa accada a Bari come a Roma è sempre 'colpa di Decaro'. Deve aver appreso che il sindaco di Bari è stato convocato dal ministro della Giustizia e, forse perché appassionato dalla procedura illegittima della Cittadella di Pizzarotti, scambia il mittente con il destinatario della convocazione». Così il sindaco di Bari, Antonio Decaro, replicando alle dichiarazioni del parlamentare di Forza Italia Francesco Paolo Sisto sul nuovo protocollo d'ntesa che sarà firmato il 28 maggio, su iniziativa del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per il polo della Giustizia che sorgerà nell’area delle ex Casermette di Bari. Sisto ha definito il sindaco di Bari «senza pudore» per aver «concordato un incontro» con il ministro finalizzato alla "inutile firma di un nuovo protocollo». "Forse è bene chiarirgli - spiega Decaro - che è stato il ministro a convocare il sindaco di Bari e non il contrario. Certo, è un segnale estremamente positivo. Mi auguravo da tempo un invito come questo per discutere dell’edilizia giudiziaria e sono soddisfatto per la città, per gli operatori della giustizia e per questo ringrazio il ministro».
«Ho peraltro molto apprezzato - ha aggiunto il sindaco - il fatto che il ministro abbia fissato l’incontro dopo la data delle elezioni. Mi pare un segno istituzionale molto corretto quello di sottrarre un tema delicatissimo come questo dalle strumentalizzazioni della campagna elettorale comunale, alle quali invece Sisto cede come sempre».

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