Sabato 07 Marzo 2026 | 20:02

Tukurù, baresi d'adozione vincono Targa Tenco, saranno in cd per Amnesty

Tukurù, baresi d'adozione vincono Targa Tenco, saranno in cd per Amnesty

Tukurù, baresi d'adozione vincono Targa Tenco, saranno in cd per Amnesty

 
Nicola Morisco

Reporter:

Nicola Morisco

Tukurù, baresi d'adozione vincono Targa Tenco, saranno in cd per Amnesty

Il quartetto è stato scelto per il progetto Voci per la libertà, dedicato ai migranti

Martedì 13 Novembre 2018, 15:52

C’è un quartetto di musicisti baresi d’adozione tra i premiati con la Targa Tenco 2018 nella categoria «Album collettivo a progetto» all’Ariston di Sanremo. Si chiamano Tukurù e fanno parte dei 10 artisti chiamati a realizzare l’album collettivo Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, che arriva proprio nei vent’anni del festival e in una edizione del Premio Tenco dedicata ai Migranti («Migrans – Uomini, idee, musiche»).


Anche se la città di Bari li ha accolti, i Tukurù provengono da luoghi più disparati. Williams Sassene, cantante e autore dei testi, arriva da Yaundee, in Cameroun. Giovanni Ceresoli, chitarrista e percussionista ma anche sociologo, è nato e cresciuto a Bergamo. Infine, l’anima vera pugliese è rappresentata da Domenico Monaco (tastiere) e Nicoletta D’Auria (violoncello), nati entrambi nella provincia di Taranto. «È stata una bella soddisfazione essere inseriti in questa compilation – commenta Ceresoli -, che ci vede accanto ad altri 10 nomi importanti della musica come Nada Malanima, Nevruz e il tarantino Diodato, ma ci sono anche Carlo Valente, Elisa Erin Bonomo, The Bastard Sons of Dioniso, Amarcord, Giovi e Anna Luppi». L’interculturalità, la sperimentazione, la contaminazione sono i concetti chiave dei Tukurù, un progetto sonoro che mescola l’hip hop all’afrobeat, al desert blues fino al funky. Nei testi vengono affrontate tematiche attuali, come l’integrazione e le battaglie per la conquista della libertà. «Attualmente c’è un sentimento fortemente alimentato dai media, che sta prendendo posto nell’animo delle persone: la xenofobia – commenta Ceresoli -. La paura del diverso, che porta a un atteggiamento di chiusura e di protezione, come se la nostra identità fosse in pericolo nell’incontro con altre identità. Il nostro progetto mira a sottolineare il profondo messaggio che la musica ci ha lasciato nella storia. Il blues, il rap, il reggae, ma anche il flamenco, la musica napoletana e praticamente tutti gli stili musicali hanno origine dalla mescolanza e dalla stratificazione di differenti culture. La mescolanza è fertilità artistica, è vita».


Nel disco i Tukurù sono presenti con due brani: Musango, il brano finalista del concorso «Una Canzone per Amnesty», e Les Reves de Kunta. «Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty», diretto da Michele Lionello, è un’iniziativa che ha l’obiettivo di premiare canzoni che tengono insieme bellezza artistica, impegno civile e sensibilità umana e, infatti, la compilation raccoglie 15 canzoni caratterizzate da messaggi profondi di lotta, di speranza e di pace. In tutto questo non possiamo dimenticare che Ceresoli è un sociologo.
«Sono un antropologo mancato, ho studiato sociologia e credo che in qualche maniera la musica porta avanti un messaggio molto importante. In questo periodo si parlo molto di sovranisti e stanno tornando forti i movimenti politici nazionalisti, cose che non erano immaginabili fino a non molto tempo fa. Il ritorno di queste tendenze rende ancora più importante il messaggio della musica: l’uomo è un solo popolo». Dopo aver partecipato ad agosto alla rassegna Experimenta e l’anno scorso a Time Zones, i prossimi appuntamenti live dei Tukurù sono il 23 al Mesalibre di Gioia del Colle e il 7 dicembre al Cameraclub di Matera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)