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Terlizzi, cinque arresti dopo la rissa in piazza

La vigilessa presa a schiaffi e calci, dimessa con venti giorni di prognosi. I carabinieri tentano di fare chiarezza

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BARI - È stata dimessa l’altra notte Laura Scicutella, la vigilessa rimasta ferita da calci e schiaffi nella serata di Ognissanti nel tentativo di sedare una maxirissa scoppiata in centro città tra una decina di migranti di origine africana.
Trasportata in un primo momento al pronto soccorso del «Don Tonino Bello» di Molfetta, l’agente di Polizia locale era stata trasferita all’ospedale «Di Venere» di Carbonara per una tac alla testa per poi essere dimessa con venti giorni di prognosi.
All’ospedale di Molfetta c’era anche il sindaco Ninni Gemmato che ha voluto portarle il saluto di tutta Terlizzi. «È insopportabile immaginare che una donna in divisa finisca in ospedale solo perché sta svolgendo il proprio lavoro, per di più in un giorno di festa. Terlizzi ha nel proprio Dna la cultura dell'accoglienza - aggiunge il sindaco - e lo dimostra il fatto che già a partire dagli anni passati la comunità si dispone per offrire un tetto e un riparo a chi arriva nelle nostre campagne per la raccolta delle olive. Questo però - rimarca Ninni Gemmato - non può significare che la strada dell'accoglienza possa condurre alla violenza e all’illegalità, questo non lo permetteremo mai. Saremo intransigenti rispetto a chi non rispetta le norme del vivere civile», conclude il primo cittadino.

Tra le reazioni all’accaduto, da registrare quella dell’onorevole Giorgia Meloni, numero uno di Fratelli d’Italia: «Un ringraziamento alle forze dell'ordine - scrive in un post sui social network - che hanno arrestato alcuni di questi balordi e la mia vicinanza alla vigilessa brutalmente malmenata. Quando l’inciviltà diventa violenza, non possiamo rimanere a guardare», sottolinea la parlamentare di centrodestra. E taglia corto: «Espulsione immediata per chi viene in Italia a delinquere».
Intanto proseguono le indagini da parte dei Carabinieri della tenenza di Terlizzi e della compagnia di Molfetta. Cinque migranti fermati hanno trascorso la notte nel carcere di Trani su ordine della Procura, dopo essere stati anche loro sottoposti alle cure dei sanitari e a fermo. Costole rotte e traumi vari le diagnosi che li riguardano.

Secondo le testimonianze, i coltelli in mano c’erano, l’altra sera in piazza IV Novembre davanti al Municipio e poi in via Nicola Quercia nei pressi della Posta centrale, ma fortunatamente nessuno avrebbe riportato ferite da arma da taglio.
La maxirissa era scoppiata, per cause da accertare, sulle scale di Palazzo di città dove ogni anno trovano e si fanno compagnia i migranti che arrivano a Terlizzi per la raccolta delle olive. Non è la prima volta che, complice in alcuni casi anche l’abuso di alcool, avvengono discussioni che sfociano anche in scontri fisici. Tutto sarebbe cominciato proprio così anche l’altro ieri sera, poi la fuga, l’inseguimento a piedi, la colluttazione con lancio di sassi e carrellati della spazzatura presenti in strada, un extracomunitario privo di sensi a terra e altri due insanguinati che hanno trovato rifugio nel portone di un condominio.
Ora gli investigatori stanno cercando di risalire agli altri marocchini e senegalesi (queste sarebbero le nazionalità) coinvolti nei disordini e riusciti però a fuggire.

La reazione dei cittadini e della politica è indignata. Una condanna forte arriva anche dall’assessore comunale alla sicurezza Nino Allegretti e dal deputato Marcello Gemmato (anche lui Fd’I): «La vile aggressione a una donna in divisa sancisce che la misura è colma. Contatterò il prefetto - annuncia Marcello Gemmato - e i vertici regionali dell’Arma dei Carabinieri affinché l’incolumità e la sicurezza dei nostri concittadini vengano sempre garantite».

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