Venerdì 16 Novembre 2018 | 00:33

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Lotta alla droga
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accusato di pedopornografia
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la sentenza
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Il caso
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Via allo sgombero

Modugno, il tribunale dà ragione
al Comune e sfratta gli abusivi

Si chiude una vicenda che durava da anni. Magrone: quegli immobili tornano al Comune

Modugno, il tribunale dà ragioneal Comune e sfratta gli abusivi

Il Tribunale Civile di Bari, con tre sentenze, ha accolto il ricorso del Comune di Modugno nelle prime delle sei cause civili avviate dall’Amministrazione guidata da Nicola Magrone per rientrare in possesso di tutti i locali comunali, prevalentemente annessi ai plessi scolastici, occupati abusivamente. Le sentenze del tribunale accertano la proprietà comunale degli immobili in questione e, nello specifico, condannano gli occupanti abusivi dei locali annessi alla Scuola De Amicis e alla Scuola Don Milani di Via Magna Grecia, e quelli annessi all’ex Macello (ora Teatro comunale) di via Tagliamento n. 51 a rimetterli nella disponibilità del Comune di Modugno.

L’esecuzione del rilascio è stata fissata dal tribunale il 4 settembre 2018 per le prime due scuole (uno sgombero è già avvenuto, l’altro è in corso d’opera) e alla data del 4 ottobre per l’ex Macello. Il Giudice ha accolto dunque la domanda del Comune ritenendola «fondata sia in fatto che in diritto» ed ha "accertata e dichiarata l’illegittima occupazione» degli immobili che sono «patrimonio dell’ente».

Nicola Magrone commenta così le prime tre sentenze: «Giunge alle sue prime conclusioni, favorevoli all’azione intrapresa dall’amministrazione modugnese, il complesso iter che abbiamo avviato dopo pochissimi mesi dal nostro insediamento, tre anni fa, per dare soluzione a una vicenda vecchia che si era lasciata incancrenire: gli abusivi nelle scuole e negli immobili di proprietà comunale. Abbiamo fatto prima una ricognizione completa di tutte le occupazioni abusive e contestualmente abbiamo fatto fare ai Servizi Sociali del Comune una ricognizione sulle situazioni familiari degli abusvi. Dopodiché, con delibera di giunta del 31 dicembre 2015 abbiamo detto chiaramente che il Comune doveva rientrare in possesso degli immobili di patrimonio comunale occupati senza titolo per consentire la loro eventuale riassegnazione mediante procedure trasparenti. In quella circostanza, senza inutili dimostrazioni di forza e con la massima attenzione alla questione sociale, cioè alle esigenze di minori e disabili coinvolti nelle occupazioni abusive, abbiamo posto le basi per tutte le azioni consequenziali che abbiamo poi puntualmente posto in essere in un lineare percorso di legalità».

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