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I tesori nascosti

La Torre Normanna di Rutigliano racconta mille anni di storia e fede

La nuova rubrica da oggi nelle pagine della Cronaca di Bari della Gazzetta in edicola

di GIANNI CAPOTORTO

Da mille anni è il monumento simbolo di Rutigliano. La torre maestra del castello che i Normanni ristrutturarono e ampliarono agli inizi del XII secolo alla sommità di un colle a una altitudine di circa 130 metri è da tutti nota come Torre Normanna: forma con l’alto campanile della vicina e coeva collegiata di Santa Maria della Colonna e San Nicola l’inconfondibile skyline della città visibile anche a diversi chilometri di distanza.

Da pochi giorni è stata riaperta ai visitatori grazie alla disponibilità della famiglia Antonelli, proprietaria dell’importante bene storico, con visite guidate affidate alla Pro Loco presieduta da Giacomo Troiani: in occasione della festa del «grano Buono di Rutigliano» celebrata domenica scorsa, in poche ore, dalle 18 alle 24, è stata visitata da oltre trecento turisti provenienti da tutta la Puglia.

«Vorremmo far inserire la Torre Normanna in un circuito culturale-turistico che travalichi i confini regionali», afferma Massimiliano Antonelli, docente alla Università Bocconi di Milano di Sistemi di programmazione, controllo e misurazione delle performances, discendente di una nobile famiglia che ha rivestito un ruolo importante nella storia di Rutigliano. Rimarca: «Il monumento dovrebbe essere sempre più fruibile e valorizzato insieme al territorio che lo ospita».

Mostre e altre attività culturali saranno programmate all’interno della Torre ma anche nel cinquecentesco palazzo di famiglia che dista pochi metri dal castello.

L’edificazione del castello segnò l’inizio dello sviluppo urbanistico dell’attuale Rutigliano. All’interno della cinta muraria fortificata si raccolsero gli abitanti provenienti dai centri vicini di Azetium, Tomegna, Bigetti, Casilio, sorti a ridosso delle lame San Giorgio e Giotta. Dell’antico maniero, dopo le radicali trasformazioni ottocentesche seguite alla cessione dello storico immobile ai privati da parte della Basilica di San Nicola di Bari (che aveva ricevuto in dono il castello nel 1306 da Carlo II d’Angiò), sono rimasti ben riconoscibili il cortile e soprattutto la Torre Normanna, certamente tra le più esemplari torri di guardia edificate in Puglia dai Normanni.

Alta più di 30 metri, di forma quadrangolare rivestita da bugnato in pietra calcarea, termina alla sommità con un cornicione in tufo ad archetti munito di beccatelli, in parte ricostruito nella prima metà del Novecento a seguito di alcuni crolli.

Sul lato che si affaccia sul cortile vi è la caditoia che dal terrazzo proteggeva l’ingresso della Torre, posto al primo piano: vi si accedeva tramite una porta levatoia con strette scale in pietra di collegamento tra i vari livelli, ricavate nello spessore del muro perimetrale. Dal terrazzo si gode un panorama unico che comprende gran parte del territorio del Sud Est barese, fino a scorgere i monti dell’Albania. Sui quattro lati si aprono feritoie e finestre, al cui interno corrispondono panche in pietra. In una sala, forse un tempo adibita a luogo di culto del castello, si conservano affreschi a soggetto religioso, della seconda metà del ‘400. Oltre alle due rappresentazioni della Pietà già note da tempo, i restauri del 2004 hanno portato in luce altri frammenti pittorici: dall’esame di particolari iconografici, l’esperto restauratore e studioso di storia di arte sacra Giovanni Boraccesi ritiene possano essere attribuiti «alle figure di Sant’Antonio Abate, in ragione della presenza della fiamma di fuoco disegnata sul pavimento, di San Michele, in virtù della raffigurazione di zampe unghiate e di ali da pipistrello che connotano il demonio sconfitto dall’Arcangelo, e di San Cristoforo, per la presenza di piedi immersi in un fiume popolato da pesci, e ciò in rapporto alla nota leggenda che lo vuole sul bordo di un fiume a traghettare il Bambino Gesù».

A proposito di immagini sacre, nel cortile del castello si conserva una statua di terracotta policromata del XVII secolo, raffigurante San Nicola, Patrono della città, riprodotto in abiti orientali e carnagione scura. Anche sull’esterno del cortile, in piazza Cesare Battisti, si trova un’altra immagine del Santo Patrono: un bassorilievo lapideo del XV secolo.

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