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Tra le tipologie principali del Belpaese deve figurare, morettianamente parlando, un’insopprimibile vocazione a farsi del male. Solo, o anche, così si spiega il muro italico contro il Fondo salva-Stati predisposto dall’Unione Europea.

Più giornalismo più democrazia

Tra le tipologie  principali del Belpaese deve figurare, morettianamente parlando,  un’insopprimibile vocazione a farsi del male. Solo, o anche, così si spiega il muro italico contro il Fondo salva-Stati predisposto dall’Unione Europea. Fondo che, intendiamoci, non vuol dire riedizione del miracolo di Cana (moltiplicazione dei pani e dei pesci), ma rete di protezione per quei Paesi in difficoltà, epperò animati dalla buona volontà di ridurre il loro debito. E qui parte del governo romano ha innalzato le barricate, trascurando una verità chiara come il sole: più si insorge contro chi, nel rispetto dei Trattati europei, sollecita la riduzione del debito pubblico, più si dà l’impressione ai mercati di non voler bonificare la propria finanza pubblica nazionale. Il che, di conseguenza, non costituisce un incentivo a sottoscrivere i titoli italiani, semmai rappresenta un incentivo (a colpire) per gli speculatori in agguato. Per non dire del danno reputazionale, che a sua volta contribuisce ad allontanare gli investitori esteri (e interni) dal Belpaese.
 

Ma non è finita. Nelle tesi di coloro che si oppongono al Fondo salva-Stati va ravvisata una contraddizione grande come un grattacielo. In fondo, cosa dicono gli oppositori al Mes (Meccanismo europeo di stabilità)? Dicono che nessun organismo estero può minare la sovranità di uno Stato membro, neppure se lo Stato in questione è appesantito da una montagna di cambiali che non saprebbe come onorare. Ora. A parte il fatto che chi si indebita diviene oggettivamente meno libero, cioè meno sovrano, però non si capisce perché, su queste materie, ci debbano essere due pesi e due misure.
Spiegazione. Qual è la teoria di coloro che chiedono l’autonomia differenziata a beneficio delle Regioni del Nord Italia? Semplice: le tasse dei settentrionali non devono servire a pagare le spese del Sud, anche se la Costituzione italiana è un inno scritto al principio della solidarietà economica e della progressività fiscale. Di fatto, coloro che accusano la Germania di fare la voce grossa con l’Italia pretendendo il rispetto di norme rigorose per evitare l’exploit del debito pubblico sono gli stessi che difendono il Nord nella sua battaglia contro il trasferimento delle risorse al Sud.
I meccanismi (Fondo salva-Stati e autonomia regionale) che vorrebbero regolare i due casi (Europa-Italia, Nord-Sud) sono diversi, ma la loro filosofia è identica. Chi versa in cattive condizioni va aiutato in ossequio al principio di integrazione, solidarietà e mutualità. A patto però che si metta in regola con le esigenze della buona amministrazione.  Invece, i rigoristi del Nord che vorrebbero chiudere i rubinetti pubblici al Sud sono i primi a inveire contro Bruxelles che chiede una severa disciplina finanziaria per arginare l’indebitamento statale. Segno che ognuno, nel mondo, è sempre più a sud di qualcun altro.
   

Purtroppo, attorno alla questione del Fondo salva-Stati si sta giocando una partita politica che non ha nulla a che fare con il merito del problema. La Lega va avanti nella sua linea sostanzialmente anti-comunitaria, anche se di recente  Matteo Salvini ha escluso fuoriuscite dall’euro, e non si è detto contrario all’approdo di Mario Draghi (Mister euro) al Quirinale. I 5Stelle di Luigi Di Maio, nel timore di perdere consensi a tutto vantaggio dell’ex alleato leghista, stanno ostacolando l’ok definitivo italiano al Fondo salva-Stati. Nel cuore della questione non entra quasi nessuno. Tutto è politica, cioè comunicazione politica.
 

Il no al Mes potrebbe costare caro ai risparmiatori italiani, ma l’esigenza di assicurarsi un pingue consenso elettorale,  prevale, almeno per ora, su ogni altra considerazione collaterale. Ecco perché, anche  la contraddizione illustrata in precedenza sfugge ai radar dei controllori. Morale:  chi, in Italia, è rigorista contro il Sud, in Europa invoca indulgenza a beneficio dell’Italia, ossia del Nord. Non è un bell’esempio di coerenza. Diciamo.

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