Martedì 11 Dicembre 2018 | 14:03

Al Teatro Petruzzelli

Bari, canto/disincanto per il Sud: dai tempi di Carlo Levi si attende una nuova alba

La Lezione di Storia di Oscar Iarussi: un percorso attraverso «cristo si è fermato a eboli», per giungere alla nostra (imbrunita) attualità

Bari, canto/disincanto per il Sud: dai tempi di Carlo Levi si attende una nuova alba

BARI - «Il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire». Oscar Iarussi ha trovato in Prospettiva Nevskij di Franco Battiato, il fil rouge della sua Lezione, ieri mattina sul palco del Teatro Petruzzelli di Bari, per il ciclo «Lezioni di Storia – Romanzi nel Tempo», ideato e organizzato dagli Editori Laterza. Tema della conferenza, introdotta come di consueto dalla giornalista Annamaria Minunno, «La scoperta del Sud, a partire da “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi».
Giornalista della Gazzetta, critico cinematografico, saggista, selezionatore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Iarussi è presidente dell’associazione «Tu non conosci il Sud», nata dall’omonimo progetto culturale che da diversi anni ha l’obiettivo di raccontare il Sud al di là degli stereotipi.

In una domenica di ottobre del 1967, Levi tenne una suo discorso sulla pace in Vietnam proprio nel Teatro Petruzzelli, ha ricordato Iarussi, introducendo la biografia dell’eclettico intellettuale, nato a Torino nel 1902, che fu medico, scrittore, pittore, militante antifascista, senatore della Repubblica, uomo di gran fascino come provano le numerose relazioni amorose. Tra i suoi amori, Paola Levi, figlia del celebre anatomopatologo Giuseppe Levi, e sorella di Natalia, la scrittrice di Lessico famigliare che sposò Leone Ginzburg. Paola era la moglie di Adriano Olivetti, e da Levi ebbe anche una figlia, riconosciuta come legittima dall’illuminato imprenditore.

Iarussi ha toccato le fasi salienti della vita dell’autore attraverso aneddoti sconosciuti ai più, per approdare alla lettura del Cristo di Levi. Il libro fu scritto a Firenze tra il 1943 e il 1944, e pubblicato da Einaudi nel ‘45, ma si riferisce a fatti avvenuti otto anni prima durante il confino dello scrittore a Grassano e ad Aliano. «È un libro fondamentale della letteratura contemporanea italiana, nel quale - ha sostenuto Iarussi - Levi decostruisce la modernità, si fa carico dell’ombra della Storia, non chiude mondi ma li apre. Inoltre il libro svela i tratti caratteristici del Sud: la scarsità, la sobrietà, il sacro, l’accoglienza, l’affratellamento tra politico e impolitico».
Poi Iarussi ha citato studiosi, intellettuali, scrittori di Puglia che hanno teorizzato un altro Sud, quali Giovanni Battista Bronzini, che fu antropologo culturale dell’Università di Bari, Franco Cassano e il Pensiero meridiano (Laterza, 1996), Alessandro Leogrande, di cui ricorre oggi il primo anniversario della scomparsa. Ha ricordato Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, con il suo modello di gestione dell’immigrazione, a Sud.

Un Sud che è scomparso dall’agenda politica del nostro Paese «fornendo la controprova del declino delle élite italiane, perché la questione meridionale con le sue contraddizioni non corrisponde alle culture politiche in campo. Anche se io, culture in campo, non ne vedo poi tante in questo momento, vedo solo Twitter» – ha chiosato Iarussi, tra gli applausi. «Un Sud dove c’è un progresso evidente, ma non c’è sviluppo. Dove allo straordinario protagonismo artistico corrisponde poi l’immagine di una terra sospesa tra “Gomorra” e la riserva indiana. Un Paradiso abitato da diavoli, relegato nell’oblio. Invece il Sud è il futuro, perché esprime la modernità e la postmodernità dei conflitti in corso, dei dilemmi che lo attraversano, come la criminalità che diventa economia, la crisi dell’industria fordista, il dover scegliere tra salute e lavoro, la questione migratoria».
La Lezione che si era aperta con Prospettiva Nevskij, è arrivata al video di un altro brano, Anime salve, cantato da Fabrizio De Andrè e da suo figlio Cristiano, che Faber compose proprio in Lucania insieme a Ivano Fossati, e si è conclusa con la sublime poesia di Rocco Scotellaro Sempre nuova è l’alba.

Alla fine un lunghissimo applauso ha salutato una Lezione che ha spaziato dalla letteratura alla musica, dalla poesia alla fotografia, fino al cinema (con due spezzoni di film, il primo tratto dalla versione cinematografica del Cristo diretto da Franco Rosi, e Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo con la scena del brindisi a Carlo Levi con vista sui calanchi di Aliano).
Una Lezione che ha creato connessioni, sollecitando le intelligenze dei presenti alla riflessione, e lasciando, senza dubbio, in chi ha ascoltato le parole di Oscar Iarussi, una consapevolezza nuova, quella di un Sud «dove il futuro ha un cuore antico», e forse di un Paese, che se riparte da Sud, può farcela.
Il prossimo appuntamento, l’ultimo, con le Lezioni di Storia è domenica 9 dicembre, con lo storico Salvatore Lupo che parlerà de La mafia americana a partire da Il padrino di Mario Puzo.

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