Vecchia, arcigna e con una sacca piena di calze, dolci e caramelle. A bordo della sua immancabile scopa, la Befana è la grande protagonista dell’ultimo giorno delle feste. “L’Epifania, tutte le feste porta via”, recita il proverbiale detto. E infatti, stiamo parlando di una delle tradizioni più amate dalle famiglie italiane, anche quest’anno presente in tutte le case o quasi. A rivelarlo, è l’indagine “I bambini e la Befana”, realizzata da AstraRicerche per Unione Italiana Food: su un campione di mille genitori con figli tra i 4 e i quattordici anni, è stato accertato che la Befana occupa un posto speciale nel cuore di grandi e piccini. In un’atmosfera unica, fatta di dolci, sorrisi e tradizioni antiche, ma anche di un velo di malinconia perché segna la fine delle festività natalizie, questo rito è capace di unire generazioni. La calza piena di caramelle e dolci è una tentazione irresistibile per molti: almeno il 95 per cento dei genitori nostalgici dei tempi passati ammette di assaggiare le caramelle delle calze donate ai figli.
C’è un altro dato importante: sette italiani su dieci ricevono la calza anche da grandi, segno di un’usanza che cambia nel tempo ma non perde il suo valore simbolico. Anche in questo caso, è stata stilata una classifica dei dolci protagonisti delle calze del 6 gennaio. Al primo posto ci sono i cioccolatini, seguiti da barrette di cioccolato, caramelle, carbone di zucchero, liquirizia e succhi di frutta. Un concentrato di dolcezza difficile da consumare e smaltire in una giornata, e che quindi ci accompagnerà nelle prossime settimane. Qual è l’origine della vecchietta che vola su una scopa e riempie di prelibatezze le calze dei bambini? Il racconto affonda le radici nei riti pagani legati al ciclo agricolo e al rinnovamento della natura. Nel tempo, l’immagine dell’anziana signora si è intrecciata alla tradizione cristiana dell’arrivo dei Re Magi, diventando un simbolo tutto italiano. Negli ultimi anni, però, la Befana ha conosciuto una vera e propria “rinascita”. Accanto alla versione classica – fatta di carbone dolce, caramelle, cioccolatini e piccoli regali – sono nate nuove tendenze che hanno messo questa tradizione al centro di un vero e proprio restyling. Le calze sono così diventate personalizzate, spesso artigianali e sostenibili, per esempio, colme di prodotti biologici, di dolci fatti in casa o di marmellate.
Nel Mezzogiorno, e in Puglia in particolare, non è difficile imbattersi in struffoli, cartellate o purceddhruzzi, rigorosamente confezionati in pacchettini chiusi con nastrini colorati. Ma anche sacchetti di fichi secchi, mostaccioli e mandorle glassate. Insomma, oggi la calza non è più solo un contenitore di dolci, ma un piccolo scrigno di cura, creatività e personalità, che riflette le scelte e i gusti di chi le prepara e di chi le riceve. Un modo attuale e originale per celebrare una festa antica con un sapore contemporaneo, come nella visione di alcune aziende artigianali che propongono versioni alternative alla calza così come la conosciamo: non solo dolci, al suo interno anche snack salati, arachidi al caramello salato, patatine, nachos, insieme ai dolcetti tradizionali. Ultima ma non meno importante, la tendenza a creare ricette che riproducono le calze salate fai da te, con pasta sfoglia, farcite con salame e formaggio o con verdure. Una trovata alternativa, divertente e gustosa, da servire come antipasto o per l’aperitivo. Buona Befana a tutti, allora, dolce o salata che sia!















