Giovedì 26 Febbraio 2026 | 17:39

Capocollo di Martina Franca, prosegue la marcia per ottenere l’Igp

Capocollo di Martina Franca, prosegue la marcia per ottenere l’Igp

Capocollo di Martina Franca, prosegue la marcia per ottenere l’Igp

 
Massimiliano Martucci

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Massimiliano Martucci

Capocollo di Martina Franca, prosegue la marcia per ottenere l’Igp

Secondo fonti interne all’associazione dei produttori, sarebbero stati inviati gli ultimi dettagli e chiarimenti richiesti dalla commissione europea

Giovedì 26 Febbraio 2026, 14:57

14:58

Si attende a breve la proclamazione dell’indicazione geografica tipica (Igp) per il capocollo di Martina Franca, da parte dell’Unione Europea. Secondo fonti interne all’associazione dei produttori, sarebbero stati inviati gli ultimi dettagli e chiarimenti richiesti dalla commissione. Il riconoscimento dell’Igp per il capocollo di Martina Franca comporterà una maggior tutela del prodotto ma anche un adeguamento da parte di coloro che vorranno produrlo secondo il disciplinare registrato e potersi avvalere quindi del vantaggio di offrire ai propri clienti un prodotto riconosciuto e tutelato.

È questo uno degli aspetti di cui si parlerà a Martina Franca il prossimo 16 marzo, presso la Sala consiliare di Palazzo Ducale.

L’incontro, promosso dall’assessore alle Attività Produttive Francesco Aquaro ha l’obiettivo di condividere i risultati del lavoro svolto finora e le attività da intraprendere nel rispetto di quanto previsto dal disciplinare di produzione Igp Capocollo di Martina Franca. Parteciperanno l’Associazione IGP Capocollo di Martina Franca, l’avvocato Piermassimo Chirulli e il dottor Marco Gasparotto del C.S.Q.A. Certificazioni srl. All’iniziativa sono stati invitati tutti gli operatori del settore che operano nel perimetro riconosciuto dalla indicazione geografica, quindi Martina Franca, Locorotondo e Cisternino.

Il percorso di riconoscimento, i lettori lo ricorderanno, è iniziato nel 2020, e non è stato affatto semplice, perché è dovuta intervenire anche la giustizia amministrativa. Di un anno fa è infatti la sentenza del Tar del Lazio in merito ad un ricorso fatto da un’azienda produttrice di salumi di Montemesola perché si allargasse l’areale di produzione.

«Dalle risultanze istruttorie emerge che la percezione della provenienza geografica del “Capocollo di Martina Franca” è associata ai Comuni di Martina Franca, Cisternino e Locorotondo, i quali condividono un’identità culturale e produttiva riconducibile alla Valle d’Itria, in virtù delle specifiche condizioni microclimatiche e delle pratiche produttive tradizionali». Questo uno dei passaggi più importanti della sentenza che indirettamente indica qual è il confine della Valle d’Itria. Il ricorso fu presentato inizialmente nel 2023, anche da parte di un comune che non era stato incluso nell’areale di produzione.

Al momento i produttori che aderiscono all’associazione sono meno di dieci, ma con il riconoscimento da parte di Bruxelles l’interesse nei confronti del prodotto di punta della norcineria locale, che è stato capace anche di trainare la notorietà della città di Martina Franca, potrebbero moltiplicarsi i produttori, a patto ché, ovviamente, producano sul territorio.

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