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Il sindaco Decaro
«Le chiavi della città
a fine celebrazione»

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Il sindaco e il direttore De Tomaso

ENRICA SIMONETTI

Dal bambino di sette anni che è entrato per la prima volta nel teatro Petruzzelli ai lettori «storici», quelli con il bastone (un paio di loro hanno anche portato la badante!): un pubblico eterogeneo ha affollato l’altra sera la prima cerimonia per i 130 anni della «Gazzetta». Un popolo di frequentatori assidui e spesso ultradecennali delle nostre pagine, che hanno sfidato il caldo per partecipare alla manifestazione tenuta al Petruzzelli, la prima delle nove che si svolgeranno nei teatri di Puglia e Basilicata per tutto il 2017 e 2018, con la serata conclusiva a Bari.

Tra i palchi e la platea, abbiamo visto i volti di coloro che rappresentano il mondo verso cui ci dirigiamo ogni sera, quando il giornale chiude l’ultima edizione e comincia, impacchettato, a viaggiare. Gli abbonati, gli acquirenti fedelissimi e quelli saltuari, gli edicolanti, i rappresentanti di enti e associazioni, i docenti, gli studenti, gli aspiranti giornalisti, i fotografi, gli artisti. E poi i cronisti che un tempo che scrivevano con la macchina da scrivere, i tipografi che usavano le lastre a lettere mobili... quasi uno spaccato della stampa del Novecento, che oggi continua, sempre più veloce e sempre più tecnologica.

A tutti loro era dedicata una festa non a caso studiata attorno al tema dell’«identità», parola lanciata quasi come uno slogan capace di riassumere la nostra storia e di descrivere il patrimonio local e un po’ glocal di un grande quotidiano del Mezzogiorno com’è il nostro. In questi giorni di festeggiamenti per l’anniversario stiamo provando a raccontare il passato che ci sta dietro e il futuro che ci attende e l’operazione non è facile, tale è la complessità e tali sono i cambiamenti che questo mestiere sta affrontando. Ma l’essenza è sempre la stessa, non può cambiare, perché l’informazione, anche se ora viaggia alla velocità della luce, ha (o dovrebbe avere) lo stesso scopo: far uscire il mondo dal buio.

Il «compleanno» dei 130 anni ha senso solo se questo resta l’impegno. E anche l’onorificenza delle «chiavi della città» che il sindaco di Bari Antonio Decaro ha pensato di consegnare al nostro giornale alla fine dei festeggiamenti dell’anniversario non sarà un puro atto simbolico, ma - chissà - un augurio che viene dall’uso che di queste chiavi si faceva nel Medioevo, quando chi ne entrava in possesso poteva penetrare in ogni momento oltre le Mura. Spingersi per capire e per spiegare: quale miglior auspicio per un giornale?

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