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la festa

Per i 130 anni della Gazzetta
pienone al teatro Curci di Barletta

Lino Banfi: questo giornale un punto di riferimento che porto nel cuore

 Per la festa della Gazzetta pienone al teatro Curci

di Giuseppe Dimiccoli

BARLETTA - «La Gazzetta a casa di mio padre non mancava mai. Ogni giorno era un rito doverla leggere. Ci faceva sapere quello che accadeva. Da sempre è un punto di riferimento che porto nel mio cuore». È commosso Lino Banfi nel camerino del teatro comunale Curci quando consegna al cronista le sue emozioni al termine della serata celebrativa dei 130 anni della Gazzetta del Mezzogiorno avvenuta ieri pomeriggio a Barletta.

Un momento che ha avuto il merito di evidenziare la stretta connessione tra la Gazzetta e il territorio della Sesta provincia. «Passione» la parola lungo la quale si è mosso l’appuntamento condotto da Nicoletta Virgintino.

Proprio in apertura dell’evento, seguito da un folto pubblico con una notevole presenza di giovani, il direttore Giuseppe De Tomaso ha rimarcato quanto proprio la Gazzetta «abbia anticipato la politica di un anno con l’istituzione della Provincia aprendo la redazione del Nord Barese».

«Chi è informato sfonda anche a livello economico - ha aggiunto De Tomaso -. I giornali e la televisione vivono una fase complicata, pertanto è indispensabile un surplus di passione. Il segreto è leggere, leggere e leggere. Noi lavoriamo con tanta passione per offrire una informazione di qualità utile per far crescere il nostro territorio».

Francesco Giorgino, capo redattore del Tg1 e docente di comunicazione alla Sapienza e alla Luiss di Roma, si è detto d’accordo con l’analisi di De Tomaso e ha raccontato il suo speciale rapporto con la Gazzetta: «Mio nonno Francesco, già direttore della filiale di Andria del Banco di Napoli, faceva entrare la Gazzetta in casa Giorgino ogni giorno». E poi: «La Gazzetta, con questa direzione, ha il pregio di aver invertito la narrazione del Sud e sul Sud. Fatto estremamente importante in questo momento storico».

È intervenuto a seguire Sergio Fontana, presidente del Consiglio di Zona di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani e amministratore unico della Farmalabor di Canosa, azienda farmaceutica di indiscussa eccellenza. «Si può fare impresa al Sud senza i “se”, ma con i “nonostante” - ha sottolineato -. Abbiamo ottime università e tutta una serie di risorse umane e naturali uniche. Chiaramente la scuola e lo studio sono fondamentali. La Gazzetta è un punto di riferimento davvero speciale».

Pasquale Cascella, Nicola Giorgino e Amedeo Bottaro, sindaci di Barletta, Andria e Trani (Giorgino è anche presidente della Provincia), hanno espresso elogi nei confronti della Gazzetta. Cascella, sindaco e giornalista, ha riflettuto in merito alla necessità che «le istituzioni» siano «al servizio della comunità», processo agevolato «dal ruolo dell’informazione». «La nostra provincia è cresciuta di più grazie al ruolo della Gazzetta», ha affermato Nicola Giorgino. «La Gazzetta è un punto di riferimento. Ci aiuta a differenza delle notizie del web non completamente corrette», ha chiosato Bottaro. Apprezzato da tutti l’intermezzo musicale della biscegliese Erica Mou, virtuosa cantautrice, che ha fotografato la società con i brani «Svuoto i cassetti» e «Dove cadono i fulmini».

Standing ovation per Lino Banfi. Il «Lino nazionale» ha raccontato il suo rapporto molto speciale, alcune volte anche non corrisposto, con la Puglia e i suoi conterranei. Travolgente la passione nel descrivere la sua nuova avventura gastronomica, guidata sapientemente da Stefano Remigi, «Bontà Banfi». Un sigillo di pugliesità capace di rapire i palati di tutti. In chiusura, Marina Lalli (vicepresidente vicario di Federturismo) e il cavalier Giovanni Pomarico (amministratore delegato Megamark) hanno raccontato la loro capacità di ottenere successo grazie alla «credibilità». Proprio quella che la Gazzetta offre da 130 anni ai suoi lettori.

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