Giovedì 26 Marzo 2026 | 17:16

Intimità e ricerca sonora: Casadilego porta «Silenzio (tutto di me)» al MAT di Terlizzi

Intimità e ricerca sonora: Casadilego porta «Silenzio (tutto di me)» al MAT di Terlizzi

Intimità e ricerca sonora: Casadilego porta «Silenzio (tutto di me)» al MAT di Terlizzi

 
Redazione online

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Intimità e ricerca sonora: Casadilego porta «Silenzio (tutto di me)» al MAT di Terlizzi

Il 28 marzo il live: dal rifiuto della società della performance a una musica «artigianale»

Giovedì 26 Marzo 2026, 14:59

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C’è un tempo che scorre veloce, dettato dalla necessità di esserci sempre, di produrre, di apparire. E poi c’è un tempo diverso, più lento, più consapevole, che sceglie di sottrarsi al rumore per ritrovare un senso. È da questo spazio sospeso che nasce «Silenzio (tutto di me)», il primo album di Casadilego, progetto artistico di Elisa Coclite, giovane musicista capace di costruire un debutto intenso, coerente e profondamente personale che arriva sabato 28 marzo al MAT di Terlizzi, appuntamento prodotto da OTR Live. L’album arriva dopo un percorso non scontato: dalla vittoria a X Factor Italia alla scelta, controcorrente, di fermarsi. Un gesto raro, soprattutto per un’artista della sua generazione, che ha preferito il silenzio alla sovraesposizione, trasformandolo in uno spazio fertile di ricerca e crescita. Proprio quel silenzio, apparentemente vuoto, diventa nel disco materia viva, luogo di ascolto e possibilità.

«Silenzio (tutto di me)» è un disco che sfugge alle etichette semplici. Parte da suggestioni folk di matrice americana, britannica e irlandese, attraversa territori di elettronica analogica e approda a un pop alternativo che fa dell’essenzialità e della sincerità il proprio tratto distintivo. Al centro c’è un’idea precisa: quella di una musica “artigianale”, costruita con strumenti reali, con pochissimo ricorso al programming, restituendo valore al gesto fisico del suonare insieme. Una visione condivisa con il produttore artistico Dani Castelar, che ha accompagnato il progetto verso una direzione lontana dagli standard più convenzionali della produzione italiana contemporanea. Anche la scelta di registrare parte dei brani su nastro contribuisce a questa estetica: un processo che richiede attenzione, ascolto reciproco e dedizione, elementi che si riflettono nel suono caldo e organico dell’album.

A rafforzare questa dimensione “manuale” è anche la copertina, affidata a Lella Povia, che ha realizzato un lavoro di grafica analogica filo su carta, perfettamente in linea con lo spirito del disco. Le canzoni raccontano un momento di passaggio: quello dalla tarda adolescenza all’ingresso in un’età adulta ancora fragile ma già carica di consapevolezze. Temi come la libertà, la solitudine, l’amicizia e il desiderio di esistere trovano spazio in brani che mantengono una delicatezza rara, senza rinunciare a una profondità emotiva che attraversa tutto il lavoro. Sullo sfondo, l’Abruzzo natale dell’artista diventa paesaggio simbolico: montagne e alberi che si trasformano in metafore di radicamento e di fuga.

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