Giovedì 26 Marzo 2026 | 07:00

Primarie del centrosinistra, la proposta di Amati: «Mi piacerebbe vedere in corsa Decaro»

Primarie del centrosinistra, la proposta di Amati: «Mi piacerebbe vedere in corsa Decaro»

Primarie del centrosinistra, la proposta di Amati: «Mi piacerebbe vedere in corsa Decaro»

 
michele de feudis

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michele de feudis

Primarie del centrosinistra, la proposta di Amati: «Mi piacerebbe vedere in corsa Decaro»

L'ex assessore regionale al Bilancio: «E' stimato anche fuori dalla Puglia, sarebbe bello avere un premier di Bari»

Giovedì 26 Marzo 2026, 05:23

Fabiano Amati, ex assessore regionale, schierato per il Sì al referendum. La riforma bocciata nelle urne è una occasione mancata per riformare la Giustizia?

«Certo. Ognuno sulla scheda ha letto ciò che ha voluto, meno che il quesito, utile ad abbattere residui fascisti nell’ordinamento giudiziario. Ciò è accaduto per colpa delle tante sciocchezze dette da esponenti del centrodestra e dalla presenza di soggetti che avrebbero fatto meglio a dimettersi prima della votazione. E circa il centrosinistra, la mia parte politica, hanno pensato d’incassare un dividendo contro la Meloni, cosa di suo giusta, rinunciando però al lascito dei costituenti Bettiol, Grassi, Gullo, Leone e Targetti, sostituiti incredibilmente da Gratteri e Travaglio, ossia due campioni del sorteggio e della volubilità. Si accorgeranno presto, i miei amici, che il dividendo non sarà il loro, ma di quella parte della magistratura che comanda tutti gli altri magistrati, l’unica vera vincitrice. Loro, i miei amici, avranno solo portato il sangue alla loro causa, con l’illusione di aver vinto».

Quali gli argomenti che hanno fatto breccia nell’elettorato giovanile e meridionale determinando l’esito finale?

«I giovani hanno il diritto di lottare e votare con il cuore in fiamme, lanciando pietre contro il sistema. E in questo caso il referendum offriva più di un elemento per individuare il sistema nel governo in carica, a prescindere dal quesito. Il problema sono i grandi che, scimmiottando il cuore in fiamme giovanile, invece di fare per loro il massimo possibile, ossia invecchiare, immaginano di potersi fare interpreti di quei cuori infiammati. Niente di più falso, sia perché parlano una lingua diversa da quella di TikTok, sia perché non sanno che alla fine i giovani pensano anche a loro, ma come pietre da lanciare»...

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