Giovedì 26 Marzo 2026 | 05:52

Film Commission, le indagini sul direttore Parente: «Nessuno vide l'aggressione alla Dellomonaco»

Film Commission, le indagini sul direttore Parente: «Nessuno vide l'aggressione alla Dellomonaco»

Film Commission, le indagini sul direttore Parente: «Nessuno vide l'aggressione alla Dellomonaco»

 
massimiliano scagliarini

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massimiliano scagliarini

Film Commission, le indagini sul direttore Parente: «Nessuno vide l'aggressione alla Dellomonaco»

Il rinvio a giudizio era già stato chiesto nel 2024. La Regione potrebbe chiedere che Afc si costituisca parte civile

Giovedì 26 Marzo 2026, 04:05

Il decreto con cui il 16 marzo il pm Matteo Soave ha disposto la citazione a giudizio di Antonio Parente, è paragonabile a un film di seconda visione. Perché già due anni fa il direttore generale di Apulia Film Commission aveva ricevuto una richiesta di rinvio a giudizio per violenza privata e lesioni personali aggravate nei confronti della ex presidente Simonetta Dellomonaco. Ma il gup Rosa Caramia aveva rimandato gli atti alla Procura, perché la difesa aveva fatto rilevare che non era stato disposto l’interrogatorio chiesto da Parente dopo la chiusura delle indagini.

Il processo (nel frattempo è intervenuta la riforma Cartabia) ripartirà quindi dall’udienza pre-dibattimentale del 17 novembre davanti al giudice Marco Guida. Ma di certo c’è che Parente (difeso dall’avvocato Luca Colaiacomo) non può dire, come ha fatto nei giorni scorsi, di non saperne nulla. E nemmeno la Film Commission, che lunedì ha ricevuto la richiesta di chiarimenti avanzata dal gabinetto del presidente Antonio Decaro, dovrebbe essere all’oscuro di questa vicenda visto che i dirigenti hanno l’obbligo di comunicare i procedimenti penali cui sono sottoposti per ragioni collegate all’ufficio...

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