Il 24.3.2026, a pagina 6 de La Gazzetta del Mezzogiorno, è stata pubblicata la mia intervista con il seguente titolo: «Il successo nelle urne anche per il voto decisivo degli avvocati con l’anima». Successivamente, il 25.3.2026, a pagina 3 dello stesso quotidiano, è stata pubblicata l’intervista dell’avv. Sisto «Sisto: sfida politicizzata in ritardo. I giovani? Per il No contro le guerre». In riferimento ad esse, il dott. Renato Nitti, magistrato con funzioni di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, rende noto quanto segue.
Leggo nell’intervista pubblicata il 25 u.s. da La Gazzetta del Mezzogiorno che l’Avv. Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia, nel riconoscere «l’equilibrio, pur agonistico, del procuratore di Trani» è «rimasto davvero stupito dalle sue dichiarazioni».
La Gazzetta del Mezzogiorno lo aveva sollecitato su questo tema: «Il Procuratore Renato Nitti ha ringraziato gli “avvocati con l’anima” per il No”. E l’avv. Sisto ha così risposto ipotizzando: «Il Procuratore Nitti divide gli Avvocati in due categorie: quelli del no e quelli del sì. Quelli del no sono gratificati “dall’anima”, quelli del sì, invece, hanno provato a “sminuire il ruolo della categoria». Concludendo, infine, con l’ipotesi che «si sia trattato di un eccesso di euforia post-referendaria».
Occorre tranquillizzare il Viceministro: non ho gli strumenti per distinguere gli Avvocati a seconda che abbiano o non abbiano l’anima. Non l’ho mai fatto, ma soprattutto non l’ho fatto in questa occasione.
Egli, dunque, potrà tornare a confermarmi nel suo giudizio di agonistico equilibrio, qualunque cosa esso significhi. E, forse, almeno in questo caso, ritenermi indenne da eccessi di euforia.
Dalla registrazione nella disponibilità della Gazzetta, infatti, si desume che ho dichiarato: «Un’altra parte dell’Avvocatura, devo dire, con il cuore e con l’anima ha preteso il rispetto di quel ruolo…» e, cioè, del ruolo della stessa Avvocatura. Il significato di quel che ho detto è abbastanza chiaro: ho inteso ringraziare i moltissimi avvocati che hanno difeso la Giustizia, mettendoci il cuore e l’anima e contribuendo in modo rilevante al risultato di difendere la Costituzione, interpretando pienamente il ruolo della Avvocatura. Il problema - che ha indotto alla fallace domanda ed alla conseguente risposta - sta nel fatto che il titolo dell’articolo, invece, ha riportato: «Il successo nelle urne anche per il voto decisivo degli avvocati con l’anima». Il salto appare evidente: non ho affatto parlato di Avvocati con o senza l’anima. Si sa, del resto, che i titoli degli articoli non sempre ne rispettano il contenuto: essi non vengono scritti dall’intervistato e, sovente, nemmeno dall’intervistatore. Così è stato anche in questo caso: il titolo non rispecchia né il contenuto dell’intervista pubblicata, né quanto detto effettivamente. Vi è, quindi, una netta discrasia tra articolo e quanto da me dichiarato. Non avrà difficoltà l’avv. Sisto ad imma ginare che il giorno stesso della pubblicazione della mia intervista ho segnalato allo stesso quotidiano l’opportunità che si ponesse rimedio all’errore, così da disinnescare eventuali possibili strumentalizzazioni e non sapendo neppure che in quello stesso giorno La Gazzetta del Mezzogiorno lo ha intervistato. E’ tutto documentato.
Il testo della rettifica nella disponibilità del direttore della Gazzetta era il seguente: «Con riferimento all’articolo pubblicato ieri dalla Gazzetta in merito al commento sull’esito del referendum, il procuratore di Trani, Renato Nitti, nel riferirsi al ruolo svolto dagli avvocati nella vicenda, ha evidenziato i meriti di quell’avvocatura che impegnandosi «con il cuore e con l’anima» ha valorizzato il ruolo stesso dell’avvocatura sostenendo la causa del No. Il titolo dell’articolo in un eccesso di sintesi mette in risalto “il voto decisivo degli avvocati con l’anima”. Dalla lettura dell’articolo si intende che l’interessato non ha fatto alcuna distinzione della categoria in professionisti “con” e “senza” anima, distinzione che, peraltro, non rientra, come è noto, nella cifra stilistica dell’intervistato».
La Gazzetta – che pure era in procinto di pubblicare l’intervista in cui era stato sottoposto al Viceministro il contenuto dell’articolo da rettificare – non ha, invece, ravvisato l’urgenza di affrontare immediatamente il tema della rettifica, lasciando che fosse pubblicata soltanto l’intervista all’Avv. Sisto. Quest’ultimo certamente nulla sapeva della mia segnalazione per la rettifica: se l’avesse saputo, senza dubbio non avrebbe dichiarato quanto riportato o (se già dichiarato) avrebbe chiesto di non pubblicare quanto fondato su un presupposto inesistente. Di qui le sue dichiarazioni, delle quali ho appreso in data odierna. Si può, dunque, prescindere da esse e andare oltre. Il dibattito sul merito, sul metodo e sugli obiettivi della riforma deve essere chiuso: i cittadini hanno bocciato la riforma. L’impressionante quantità di calunnie riversate sulla magistratura non è stata creduta. È vero: qualcuno l’ha riversata e qualcuno l’ha subita, il che non è lo stesso. Ma occorre andare oltre: ora è tempo di pensare alle riforme serie, quelle che servono a far funzionare meglio la Giustizia su cui si incentrano le ragioni di doglianza mosse da Magistrati e Avvocati. Tutti, s’intende, con l’anima. Viene da ricordare quelle parole dense di saggezza, che sicuramente non sfuggono al Viceministro: occorre saper disinnescare. Tutti, giornali inclusi.
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Ringraziamo il procuratore Renato Nitti per la lettera nella quale precisa che non ha mai pensato di distinguere tra avvocati “con l’anima” e avvocati “senza”, rispondendo così alla sorpresa del viceministro Sisto. Ci possono essere titoli sintetici, efficaci o meno, ma quello della Gazzetta (“Il successo nelle urne anche per il voto decisivo degli avvocati con l’anima”) fa riferimento al testo della risposta del magistrato alla richiesta di un commento sul referendum. Ovvero: «Alcuni avvocati hanno provato a sminuire il ruolo stesso della categoria, per fare credere che la giustizia fosse tutta una faccenda di errori di magistrati, arrivando persino a falsare i dati reali su quegli errori. Un'altra parte dell'avvocatura, devo dire con l'anima e il cuore ha preteso il rispetto di quel ruolo e ha avuto un'importanza rilevante in questo risultato».
Ci uniamo all’appello del dottor Nitti per un impegno comune («tutti con l’anima») al fine di riformare la Giustizia, archiviando i toni accesi e troppo spesso fuori posto dell’ultima campagna referendaria.
















