Turbativa d'asta, riciclaggio e corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Sono le accuse mosse dal procuratore aggiunto di Taranto, Enrico Bruschi, nei confronti del vice sindaco di Torricella Michele Franzoso per il quale il magistrato ha chiesto la custodia in carcere. È quanto emerge dall'avviso con il quale il gip Giovanni Caroli ha fissato per il 2 aprile prossimo l'interrogatorio preventivo nei confronti di Franzoso e di altri 11 indagati.
Secondo la Procura, Franzoso avrebbe chiesto e ottenuto tangenti per pilotare una serie di gare d'appalto bandite dal Comune di Torricella. Sotto i fari del pm Bruschi, che ha coordinato l'inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Manduria, sono finite diverse gare tra cui quella per la realizzazione del Waterfront di Monacizzo (frazione di Torricella) e per i lavori alla piscina comunale.
Complessivamente nell'indagine sono coinvolte 16 persone: oltre a Franzoso nelle carte delle inchieste compaiono anche il dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune, Luigi De Marco, gli imprenditori Pietro Calò, Giovanni Antonucci, Antonio e Bruno Marinò, Raffaele Giannoccaro, Giovanni Collocola, Pietro ed Enrico Corona, Gaetano Marco Mangione. Nei guai sono finiti anche il nipote di Franzoso, Manuel Menza e l'avvocato Dante Gemma: entrambi, secondo l'accusa, avrebbero turbato la procedura esecutiva del Tribunale di Taranto per la vendita di tre beni immobili che in precedenza erano stati sottratti proprio a Franzoso. Quest'ultimo, in sostanza, avrebbe raccolto il denaro dagli imprenditori, per versare l'acconto e partecipare all'asta giudiziaria – tramite il nipote – e riacquistare sostanzialmente la proprietà dei beni.
Sotto accusa, infine, anche il consigliere comunale Pierino Lacaita e il figlio e la suocera di quest'ultimo per peculato: avrebbero utilizzato beni comunali a scopi personali.
La procura ha chiesto gli arresti domiciliari per Mangione e Giannoccaro, il carcere per Franzoso, De Marco, Antonucci, Calò, Bruno e Antonio Marinò, Collocola, Pietro ed Enrico Corona. Per il consigliere Lacaita infine, il pm Bruschi ha chiesto la sospensione dall'attività amministrativa.















