La sua «Ti amo» è il brano della campagna dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, scelta dal CIO come colonna sonora del corto ufficiale, «perché è riconosciuto in tutto il mondo per l’energia romantica e il fascino intramontabile». E tra pochissimo partirà «L’Ultima Notte Rosa – The Final Show», il tour d’addio che passerà anche da Bari, venerdì 7 marzo al PalaFlorio (biglietti su TicketOne). Umberto Tozzi sta vivendo un periodo d’oro, ed è pronto a «salutare» la musica dal vivo con le ultime date della tournée mondiale che lo portera, per quest’ultima leg, in giro per sette tappe in Italia e cinque in Europa, sette e cinque come le lettere che compongono il suo nome e cognome. Appuntamenti irripetibili ancora sulla scia del successo all’Arena di Verona lo scorso ottobre e del progetto discografico L’Ultima Notte Rosa Live, doppio album live con 21 performance riarrangiate con l’orchestra e 5 inediti. E, ciliegina sulla torta, a dicembre 2025 è stato annunciato il primo musical che celebrerà l’iconico repertorio dell’artista: «Gloria - Il Musical», prodotto da GoldenStar AM s.r.l, diretto da Andrea Maia e Toni Fornari e con la direzione musicale dello stesso cantautore.
Tozzi, come si sta preparando a questi ultimi appuntamenti dal vivo?
«È sicuramente una grande gioia, sarà una festa, cerco di evitare la lacrima anche se l’emozione non mancherà. Ma sono molto felice: abbiamo fatto un tour meraviglioso, con un’accoglienza inaspettata. Sento di essere stato molto fortunato nella mia carriera, ho avuto dei meriti, certo, ma quello che ho ricevuto è fin troppo, ed è bellissimo riconoscerlo».
La sua musica ha girato il mondo, anche la scelta di portare l’ultimo saluto in Europa va in questa direzione. Che pubblico è quello di Umberto Tozzi fuori dall’Italia?
«Fantastico, accogliente, canta con me come se fossimo a casa. Questo mestiere comporta la fatica dei viaggi e tanto altro, ma quando hai la fortuna di salire sul palco sei ricambiato di tutti i sacrifici che fai».
Le sue canzoni sono diventate hit destinate a tramandarsi nelle generazioni. Quando si è trovato davanti a brani come «Ti amo» o «Gloria», avrebbe mai pensato a un successo simile?
«Non lo sai mai, non sai cosa può succedere, né perché. E quando arriva addirittura un riconoscimento, quando riesci a emozionare qualcuno o regalare un sogno ascoltando la tua musica, è qualcosa che non si spiega. È successo a tutti, da John Lennon a Vasco Rossi: le canzoni prendono una strada tutta loro ed è meraviglioso. Significa che era destino che dovesse andare così».
È impossibile fare un elenco delle sue collaborazioni, solo nell’ultimo progetto ci sono Raf, Masini, Laura Pausini. Cosa le resta addosso?
«Il grande piacere di aver avuto la fortuna di dividere il palco con loro, perché sono momenti irripetibili. Ho aneddoti per ognuno: Laura era a Parigi e il giorno stesso ha preso un aereo all’ultimo momento per arrivare a Verona. Sono fatti inaspettati che danno solo grandi gioie. Non ho mai sentito competizione: dividere il palco è sempre stato un piacere, un’allegria, un momento magico».
Tra l’altro all’album è legato un aspetto benefico, c’è un inedito i cui proventi saranno devoluti alla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro...
«È stato un anniversario importante per loro, hanno compiuto 60 anni. Siamo nelle mani della scienza, e io ho avuto un cancro tre anni fa, so di cosa si parla. È importante la sensibilità degli artisti in questo senso».
Sul musical che celebrerà «Gloria», cosa ci può svelare?
«Proprio in questo periodo sono nel pieno dell’allestimento dell’audio, e sto scegliendo le candidate. Ne ho ascoltate più di 500, sono tutte giovani in gamba, ed è un orgoglio che la tua musica diventi spettacolo, con una storia d’amore scritta apposta. E poi io curerò la direzione artistica, ma per il resto sarò spettatore: mi metto comodo per guardare gli altri che cantano le mie canzoni».
Siamo in periodo pre-Sanremo, in gara ci sono tanti suoi amici, a cominciare da Raf e Masini. Lo guarderà?
«Lo guardo sempre, è una manifestazione che mi incuriosisce e mi coinvolge. Quest’anno ho letto da voi giornalisti che i brani in gara sono forti, sono curioso, come tutti».
Insomma, in una parola oggi come si sente?
«Mi diverto. Mi diverto come quando sono sul palco, suono, canto, sono accanto ai musicisti. È una sensazione che auguro a tutti di poter provare: divertirsi ancora, è la cosa più bella».
















